Tensione in consiglio comunale Slitta il voto sullo stadio Bonolis

Botta e risposta tra maggioranza e minoranza che chiede il parere dell’Anac sul piano di Iachini Il sindaco: «Nessuno lascia l’impianto in mano al privato, vigileremo e controlleremo sempre»
TERAMO. Nulla di fatto, per ora, per il futuro dello stadio Bonolis. Il voto sul Piano economico finanziario (Pef) presentato al Comune di Teramo dall'imprenditore Franco Iachini non c'è stato in un clima tesissimo. Il consiglio comunale, riunitosi ieri, ha visto svolgersi solo la discussione sul Pef ma non il voto. Rinviato, in attesa di approfondimenti. Che, per l'opposizione ma anche per qualche esponente della maggioranza, si traducono soprattutto in un parere dell'Anac. La richiesta di una valutazione del piano da parte dell'autorità anticorruzione è arrivata a gran voce dai banchi della minoranza, che ieri, come la scorsa settimana, ha di nuovo invocato invano un rinvio per studiare le carte.
In apertura dei lavori sul Pef il capogruppo del Pd Massimo Speca ha chiesto una breve sospensione, concessa, che ha visto il sindaco Gianguido D'Alberto e la maggioranza ritirarsi per un confronto e fare il punto sui numeri in caso di voto. Il passare dei minuti ha spazientito l'opposizione che ha parlato di atteggiamento poco rispettoso, minacciando di far saltare la seduta. Fra polemiche e accesi malumori è trascorsa un'ora prima di rivedere la squadra del sindaco rientrare. Ad assise ricomposta, D'Alberto ha proposto l'apertura del dibattito con slittamento del voto.
L'assessore allo sport Sara Falini ha illustrato il Pef da 9 milioni e 733mila euro di investimenti a fronte di una concessione fino al 2080. Il consigliere di Italia Viva Giovanni Luzii ha sparato a zero contro un piano che ritiene sbilanciato verso il privato incarnando una «rinegoziazione del Pef e non una revisione: chiedo dove sia il parere dell'Anac, come si possano attuare modifiche così sostanziali sull'esistente senza i pareri legali», ha detto. Speca ha spiegato che il parere Anac va chiesto entro 30 giorni dal voto dell'atto e che l'ok alla congruità del Pef è stato certificato dalla società Deloitte. Di stampo più politico l'intervento di Mauro Di Dalmazio (Fare Grande Teramo) che ha riconosciuto al sindaco una forte «leadership politica e istituzionale» nell'accogliere i dubbi dell'opposizione e di qualche consigliere di maggioranza sul Pef, chiedendo che si proceda ad approfondimenti tecnici e legali per meglio chiarire ogni aspetto. L'opposizione ha parlato di «chiara sconfitta politica: una clamorosa retromarcia in assenza di numeri solidi per votare», ha detto Luca Corona (Oltre). Cozzi ha sottolineato i «diffusi malumori sul Pef anche nella maggioranza». L’intervento del sindaco Gianguido D’Alberto ha chiuso la discussione sul piano: «Un Pef equilibrato che blinda i costi per la Teramo calcio fino al 2080: un dato che è garanzia per il futuro. Se c'è uno sbilanciamento è a favore del pubblico, come certifica Deloitte, ma ben vengano gli approfondimenti sul tema. L'approvazione del Pef non lascia nelle mani del privato l'impianto: vigileremo e controlleremo costantemente che i progetti previsti vengano realizzati».
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