Tensione tra Italia Viva e i fedelissimi di D’Alberto

Tre assessori spiegano a D’Alessandro i motivi dell’esclusione del partito ma il deputato renziano insiste: «Il sindaco deve dirci se si ricandiderà o no»
TERAMO. Scambio di lettere aperte ad alta tensione tra “Insieme possiamo” e Italia Viva. Alla domanda del deputato renziano Camillo D’Alessandro sull’intenzione del sindaco Gianguido D’Alberto di ricandidarsi per il secondo mandato in Comune, fugando i dubbi sulle sue ambizioni politiche regionali sottese all’allargamento della maggioranza, rispondono gli assessori della lista civica. Andrea Core, Sara Falini e Antonio Filipponi rigirano il quesito. «Come mai tu stesso ti sei sottratto al confronto, lasciando lo scranno del consiglio regionale», chiedono a D’Alessandro, «evitando accuratamente di ricandidarti e accettando un seggio blindato al Parlamento?». Per i tre amministratori della civica espressione diretta del sindaco «ragionare oggi su quanto accadrà nei prossimi anni ci sembra pretestuoso e avventato, considerata la rapidità dei tempi della politica di oggi». Più utile, secondo loro, è approfondire le ragioni che hanno tenuto fuori Italia viva dalla ricostituzione della giunta. Tra i motivi di questa scelta citano la candidatura alle provinciali di Giovanni Luzii, quando militava ancora nel gruppo “Teramo 3.0” poi approdato in blocco tra i renziani, con una lista di centrodestra che faceva capo a Paolo Gatti. Alla stessa civica di cui era espressione l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni è imputato anche l’appoggio all’allora candidato presidente della Regione Marco Marsilio e ad Antonio Di Gianvittorio in corsa come consigliere per la Lega. I tre assessori, inoltre, ricordano le pesanti contestazioni mosse da “Teramo 3.0” alla gestione del Ruzzo guidato dalla renziana Alessia Cognitti.
Sulla questione personale D’Alessandro risponde specificando di essere stato eletto due volte in Provincia e tre in Regione. «In qualunque ente, al secondo mandato ho chiesto la riconferma», tiene a precisare, «l'ho ottenuta e sono andato avanti». Il deputato sottolinea la mancata risposta diretta di D’Alberto alla domanda sul suo futuro politico. Al suo posto sono intervenuti gli assessori di “Insieme possiamo” che, con coraggio secondo lui, avrebbero assunto l’onere di spiegare l’esclusione di Italia Viva dalla giunta. «Ma perché non lo ha detto il sindaco in conferenza stampa? Un altro nascondimento? Non lo dice, ma lo fa dire?». D’Alessandro smussa gli angoli aggiungendo che conosce D’Alberto e non lo crede persona che si nasconde o fugge. «Nonostante tutto, nonostante la vostra lettera, se ci sarà occasione di sedersi, per rintracciare il dialogo smarrito, io e Italia Viva ci saremo», afferma il parlamentare, «il progetto dell'alternativa al malgoverno regionale vale di più delle nostre divisioni e Gianguido vale di più se non gioca a nascondino, poi rischia di essere tanato». D'Alessandro specifica di non volere proseguire la «diatriba epistolare» con “Insieme possiamo” ma la domanda resta: «Gianguido si ricandiderà? Perché non risponde?».
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