Tenta di corrompere i finanzieri dopo il casinò, condannato

TERAMO. Vive in Italia da oltre dieci anni e del Bel Paese ha preso vizi (tanti) e virtù (poche). Così un imprenditore cinese con una piccola azienda in Val Vibrata ai finanzieri, che lo hanno...
TERAMO. Vive in Italia da oltre dieci anni e del Bel Paese ha preso vizi (tanti) e virtù (poche). Così un imprenditore cinese con una piccola azienda in Val Vibrata ai finanzieri, che lo hanno sorpreso con ventimila euro non dichiarati nascosti nell’auto di ritorno da un casinò della Slovenia, non ha esitato a chiedere: «Quanto volete per lasciarmi andare?».
Si è ritrovato prima nella caserma delle Fiamme gialle di Gorizia e poi davanti al giudice che lo ha condannato ad un anno e sei mesi al termine del processo per direttissina.
Per lui non solo l’accusa di tentata corruzione ma anche quella di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il giudice ha anche disposto la confisca di tutta la somma di denaro: da Gorizia l’uomo è tornato con una condanna di primo grado e senza i soldi vinti al casinò. Già perchè l’imprenditore non ha esitato a sferrare calci e pugni ai finanzieri che lo stavano arrestando. Dopo un pomeriggio trascorso a tentare la fortuna nel casinò di Nova Gorica, H.X. (queste le iniziali dell’uomo) è entrato in Italia con oltre ventimila euro senza averli dichiarati.
Al momento del controllo il cittadino residente in Italia è parso agitato e ha ammesso di avere tre milaeuro in contanti. È bastata una verifica più approfondita all'interno dell'abitacolo del veicolo per consentire ai finanzieri di scoprire l'ulteriore somma di denaro. Nella caserma delle Fiamme gialle H.X. ha così proposto ai militari un compenso per lasciarlo andare e poi, evidentemente quando ha capito che stava per essere arrestato, ha iniziato a sferrare calci e pugni. Il tribunale di Gorizia lo ha condannato a un anno e mesi sei di reclusione nel processo per direttissima.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

