Tentano di catturare i germani reali alla foce

GIULIANOVA. Pomeriggio movimentato domenica scorsa alla foce del Tordino dove, secondo molti testimoni, cinque persone di nazionalità bengalese avrebbero tentato di catturare degli esemplari di...
GIULIANOVA. Pomeriggio movimentato domenica scorsa alla foce del Tordino dove, secondo molti testimoni, cinque persone di nazionalità bengalese avrebbero tentato di catturare degli esemplari di germani reali. Una caccia di gruppo consistita nell’appostamento silenzioso di più individui tra la folta vegetazione della sponda del fiume (in questo caso quella che ricade in territorio di Giulianova) ad attendere il passaggio ravvicinato dei volatili lungo il corso d’acqua. A quel punto con una rete avviene la cattura e la preda viene infilata in un sacco. L’altro giorno la circostanza è stata notata da alcuni turisti che stavano transitando sul ponte ciclopedonale in legno che unisce le due sponde del Tordino. Questi hanno lanciato l’allarme chiamando sia i carabinieri che la polizia municipale. Le due pattuglie sono giunte immediatamente sul posto notando tra l’altro un’autovettura parcheggiata in luogo non consentito. Dei cinque bracconieri quattro sono stati fermati ed identificati. Il quinto si sarebbe dato alla fuga attraversando il fiume per guadagnare così l’altra sponda in territorio di Roseto. Secondo alcuni testimoni il fuggitivo, scappato nella vegetazione, avrebbe portato con se almeno tre germani reali catturati.
Nell’agosto 2017 fu annunciata la nascita, proprio alla foce del Tordino e per alcuni chilometri all’interno con il sostegno della Lipu, di un’oasi di protezione faunistica che avrebbe dovuto essere approvata dalla Regione Abruzzo. Dopo l’uscita di scena dell’ex assessore comunale Fabio Ruffini, che aveva portato avanti il progetto, non si è più avuta notizia dell’iniziativa. Malumori ovviamente per l’ennesimo episodio di bracconaggio serpeggiano tra il gruppo spontaneo “Amici del Parco Annunziata” che spesso, nei periodi difficili dell’anno, si preoccupano a loro spese di sfamare la vasta fauna che popola la foce del fiume. I volontari affermano: «Lo scorso inverno abbiamo dovuto difendere i volatili dall’attacco dei cani randagi ed altre volte purtroppo dall’azione di persone senza scrupoli. La colonia faunistica del Tordino è un patrimonio di tutti e va difeso ad ogni costo. Tra l’altro la zona del ponte in legno è meta di visite da parte di scolaresche e di tantissimi turisti. Perché non averne cura?». (al.al.)
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