Tentano di pagare i carabinieri per evitare di essere multati

Un uomo e una donna indagati per istigazione alla corruzione dopo essere stati fermati per controlli Lei accusata di aver infilato quattro banconote nella cintura di un militare per «chiudere un occhio»
TERAMO. Due diversi episodi in poco tempo sulle strade teramane a scandire la frequenza di chi ci prova ma anche a sottolineare il rispetto delle regole da parte chi indossa una divisa. Che poco non è in un Paese con uno dei più alti indici di corruzione.
In due sono finiti indagati per istigazione alla corruzione dopo aver cercato di corrompere con dei soldi i carabinieri che li avevano fermati durante dei controlli stradali: si tratta di una donna di 30 anni, una ballerina, e di un uomo di 25, uno studente universitario In entrambi i casi, sostiene l’accusa, avrebbero cercato di dare dei soldi ai militari per evitare controlli e contravvenzioni elevate nei loro confronti .
Dopo la denuncia da parte dei carabinieri i due diversi episodi sono finiti sul tavolo del sostituto procuratore Andrea De Feis che ha aperto due distinti fascicoli ipotizzando a carico di entrambi l’accusa di istigazione alla corruzione.
Nel primo caso a finire sotto accusa è stata una donna che mentre si trovava a alla guida di una Bmw con targa romena è stata fermata dai carabinieri per un normale controllo. Al termine nei cuoi confronti è scattata una contravvenzione per violazione dell’articolo 93 del codice della strada: ovvero circolare su un veicolo con targa straniera dopo aver stabilito da più di due mesi la residenza in Italia. Alla vista della multa, che prevede anche il sequestro amministrativo del mezzo, la donna, sempre secondo l’ipotesi dell’accusa, avrebbe prima offerto dei soldi ai militari dicendo «chiudete un occhio». Qualche istante dopo aver detto questo avrebbe velocemente infilato quattro banconote da 50 euro nel cinturone di uno dei militari impegnati in quel momento nel controllo alla sua vettura.
Nel secondo caso il protagonista è uno studente universitario di Sant’Egidio alla Vibrata L’uomo, sempre secondo l’accusa, era alla guida della sua macchina in compagnia di una ragazza e quando è stato fermato si sarebbe rifiutato di sottoporsi agli accertamenti finalizzati ad accertare il suo stato a seguito dell’uso di sostanze stupefacenti. Nel momento in cui i carabinieri stavano compilando gli atti così si sarebbe rivolto ai militari: «Potete intestare i verbali alla mia ragazza? A me la patente serve; vi pago per il disturbo». «Così offrendo», si legge nel capo d’imputazione, «una quantità di denaro imprecisata ai due pubblici ufficiali affinchè compissero un atto contrario ai loro doversi d’ufficio».
Di recente la Procura ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini.
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