Tentata estorsione con una gravidanza assolta una donna

15 Ottobre 2014

Dice all’ex di essere incinta: lui le consegna 55mila euro e poi la denuncia. Per il giudice il fatto non sussiste

TERAMO. E’ una storia che per il momento si è chiusa con un’assoluzione di primo grado quella che vede protagonista una donna accusata dal suo ex, un avvocato, di aver tentato di estorcergli 50 mila dicendogli di aspettare un bambino.

Al termine dell’istruttoria dibattimentale davanti al collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Roberto Veneziano e Belinda Pignotti) è stata la stessa pubbica accusa (rappresentata dal pm Silvia Scamurra) a chiedere l’assoluzione perchè il fatto non sussiste.

Ed è con questa formula che il tribunale ha assolto la donna (assistita dall’avvocato Tiziano Rossoli)finita a processo dopo la denuncia presentata dall’uomo con cui aveva una relazione (assistito dall’avvocato Gianni Falconi). I fatti, secondo la ricostruzione processuale si verificano due anni fa. I due hanno avuto una relazione sentimentale al termine della quale la donna ha detto a lui di aspettare un bambino. A conferma di questo la donna esibisce un test della gravidanza positivo. In questa occasione, sempre secondo la ricostruzione emersa durante il processo, l’uomo le avrebbe detto di non voler riconoscere il bimbo ma di essere pronto a darle dei soldi per il suo mantenimento.

Opposta la versione fornita dall’uomo che invece sostiene che la donna e un suo amico gli avrebbero estorto l’ assegno di 55mila euro. La denuncia di tentata estorsione viene presentata qualche mese dopo i fatti. Secondo la donna dopo che lei, portato l’assegno alla’incasso, scopre che non è coperto. Nel frattempo, è sempre la versione della donna, lei perde il bambino.

Di diverso avviso, però, la parte lesa che agli atti allega un certificato medico secondo cui la donna , al momento dei fatti, non sarebbe stata incinta e quel test di gravidanza esibito all’uomo sarebbe stato solo un falso. La donna risponde che solo successivamente a quel test ha avuto un aborto spontaneo mentre era all’estero. Nel frattempo l’assegno non è stato mai incassato e la denuncia per tentata estorsione è andata avanti fino alla richiesta di rinvio a giudizio e al successivo rinvio a giudizio deciso dal gup.

Diverse versioni, dunque, e altrettante diverse ricostruzione per un fatto che, così hanno ritenuti i giudici, è apparso difficile provare nel corso di un dibattimento in un’aula di tribunale. Da qui, dunque, la sentenza di assoluzione nei confronti della donna perchè il fatto non sussiste. La parte lesa, una volta lette le motivazioni della sentenza, si riserva di presentare ricorso in appello.(d.p.)

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