Tentati abusi su un ragazzino: rinviato a giudizio ex militare

23 Luglio 2022

A processo l’anziano di Rieti, ex sottufficiale dell’esercito, arrestato nell’abitazione del 14enne È accusato di averlo molestato dopo averlo adescato su Telegram con uno scambio di fotografie 

TORTORETO. Va a processo il 71enne di Rieti ex sottufficiale dell’esercito che a luglio dell’anno scorso venne arrestato con l’accusa di tentati abusi su un ragazzo di 14 anni di Tortoreto adescato su Telegram. Così ha disposto il gup Marco Procaccini al termine dell’udienza preliminare.
Nel fascicolo del pm Silvia Scamurra è entrato anche l’esito dell’incidente probatorio nel corso del quale è stato cristallizzato il racconto di minorenne. L’incidente probatorio è un istituto del diritto processuale penale previsto e disciplinato dall’articolo 392 del codice di procedura penale. Consiste in un’udienza che si svolge in camera di consiglio nella quale le prove vengono assunte con le stesse modalità previste per il dibattimento. L’uomo, all’epoca finito ai domiciliari, nel corso dell’udienza di convalida si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo una prima ricostruzione della vicenda, il 71enne nelle settimane precedenti al fatto avrebbe adescato su Telegram il ragazzo con cui ci sarebbero stati vari messaggi e scambi di foto. Successivamente una mattina di luglio si sarebbe presentato nell’abitazione del giovane a Tortoreto, luogo dove lo stesso anziano all’epoca dei fatti si trovava per trascorrere un periodo di villeggiatura. Quella mattina l’uomo venne scoperto dal padre dello studente che lo bloccò immediatamente e chiamò i carabinieri intervenuti sul posto. L’uomo venne portato in caserma e per lui scattarono gli arresti domiciliari.
Successivamente la Procura ha disposto una consulenza tecnica su cellulari e computer sequestrati all’ex sottufficiale ed è stato accertato che tra i due c’erano stati contatti telefonici e messaggi dal 3 luglio. Una vicenda, quella avvenuta a Tortoreto, che conferma l’allarme che da mesi gli esperti lanciano sulla pericolosità, soprattutto per minori, di gruppi e canali online sempre più a rischio che rinascono a ogni chiusura delle chat e non sembrano temere le recenti normative nate nel tentativo di arginare quello che da tempo è diventato il far west di una determinata messaggistica.