Tentativi di truffa a due medici

1 Giugno 2019

Per telefono finti esattori del tribunale di Roma chiedevano di saldare un debito

TERAMO. Si susseguono i tentativi di truffa via telefono. Questa volta oggetto delle telefonate di malintenzionati sono stati due medici, che si sono entrambi rivolti all’associazione per la difesa dei consumatori “Robin Hood”.
Proprio qualche giorno fa V.C. di Teramo ha ricevuto una telefonata: una fantomatica agenzia che si occupa delle riscossioni coatte per il tribunale di Roma l’ha informato che ci sono diverse comunicazioni di ingiunzioni che non aveva ritirato alle poste. Gli hanno detto a aveva un debito di 24mila euro e che avrebbero proceduto a un pignoramento del conto corrente. Se non avessero trovato capienza avrebbero provveduto a pignorare altri beni. Gli hanno proposto di procedere a una transazione con la minor somma di 3.346 euro, ma tutto si sarebbe dovuto svolgere entro la serata. Di fronte all'insistenza dell'utente che voleva capire di che debito si trattasse, perchè non gli risultava di avere posizioni pendenti, la voce al telefono ha risposto che qualsiasi notizia sarebbe stata data a transazione fatta. E visto che quest’ultima avrebbe dovuto essere registrata via telefono, V.C. ha preso appuntamento nel pomeriggio ma nel frattempo ha chiamato l’associazione “Robin Hood”. «Noi l'abbiamo vivamente sconsigliato di procedere e il giorno dopo siamo andati a fare una denuncia presso la polizia postale, che ora chiederà una verifica tabulati per risalire al numero telefonico», afferma Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione. Una storia molto simile è accaduta, sempre in questi giorni, ad un altro medico, M.F.
«Questi organismi non intervengono mai telefonicamente, ma sempre per iscritto», spiega il presidente, «bisogna diffidare di qualsiasi proposta transattiva, magari anche per somme minori. Quella accaduta ai due medici rientra nella scia di truffe telefoniche, dai falsi carabinieri, ai falsi assicuratori, ai falsi avvocati. Bisogna diffidare e chiamare la struttura direttamente interessata. Questo caso è la riprova che attraverso la registrazione nei fatti ti fanno sottoscrivere un contratto e poi si è veramente obbligati a pagare». (a.f.)
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