Tentato sequestro di un agente: detenuto lo blocca nel corridoio

12 Marzo 2023

Non voleva rientrare nella sua cella dopo una telefonata, poi ha preso a testate un altro poliziotto Recluso sorpreso con cellulari e psicofarmaci tenta di tagliarsi la gola con una lametta

TERAMO. L’emergenza del carcere teramano, con il suo sovraffollamento di detenuti e il numero ridotto di agenti di polizia penitenziaria, si trascina da anni. In un silenzio spettrale rotto solo dagli appelli, caduti sempre nel vuoto, dei sindacati dei poliziotti. Per dare un senso ai numeri basti pensare che nell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario il presidente della Corte d’appello Fabrizia Francabandera ha citato il carcere di Castrogno come una delle situazioni più difficili del distretto.Una polveriera pronta ad esplodere con aggressioni continue.
Le ultime giovedì e venerdì quando un detenuto pugliese da poco arrivato dal carcere di Pescara ha tentato di sequestrare un agente di polizia penitenziaria per impedirgli di aprire la cancellata e far intervenire i colleghi. Il detenuto, in carcere per reati legati alla droga, si trova nel reparto osservazione. Dopo aver fatto una telefonata con l’apparecchio che si trova nel corridoio ha detto di non voler rientrare in cella e ha bloccato l’agente per impedirgli di aprire il cancello e chiedere aiuto agli altri poliziotti. Tentativo di sequestro sventato grazie alla prontezza dello stesso agente che è riuscito a dare l’allarme e a chiudere il detenuto dietro il cancello di sbarramento. Il giorno dopo sempre lo stesso detenuto ha colpito con una testata un altro agente poi soccorso dal medico e ha svuotato l’estintore dell’infermeria.
Nel frattempo gli agenti della polizia penitenziaria, seppur con un numero di agenti ridotto, con un’ attività di vigilanza continuano a bloccare telefoni cellulari e quantitativi di sostanza stupefacente e psicofarmaci come successo nel caso di un detenuto extracomunitario. Lo stesso dopo il sequestro del materiale trovato in suo possesso, a distanza di qualche ora, ha chiesto un colloquio con la psicologa e prima di farlo è stato trovato con due lamette e farmaci con cui ha tentato di tagliarsi la gola. Ancora una volta immediata la protesta di tutti i sindacati. «Queste segreterie regionali», si legge in una nota di Sappe, Osapp, Fp Cgil, Uil-Pa, Uspp, Fns-Cgil, «denunciano con rabbia le ennesime criticità a danno del personale di polizia penitenziaria investito dal dovere di far rispettare le regole ma ciò espone questi umili servitori dello Stato al rischio di diventare vittime sacrificali di un sistema che ancora oggi non difende chi ottempera al proprio dovere. Si chiede lo sfollamento immediato, soprattutto dei numerosi detenuti psichiatrici, con un urgente intervento dei superiori uffici a tutela di questi uomini votati al proprio lavoro prima di un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro all’interno delle carceri abruzzesi, e per chiedere ciò siamo disposti a scendere in piazza». Il segretario generale del Sappe Donato Capece torna a chiedere le pistole taser per la polizia penitenziaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA