Tentò di uccidere la ex Chiede lo sconto di pena

23 Gennaio 2020

Rito abbreviato per l’operaio di Corropoli che accoltellò la donna sul lungomare L’uomo è ai domiciliari in una struttura protetta, lei sarà parte civile

TORTORETO. Nei tempi infiniti di aggressioni e femminicidi che nonostante le nuove normative (vedi il Codice rosso) restano con numeri da bollettino di guerra, a definire processualmente il tentato omicidio di Tortoreto sarà un rito abbreviato che in caso di condanna prevede la riduzione di un terzo della pena. A quasi un anno da quella drammatica mattina di febbraio in cui sul lungomare di Tortoreto accoltellò la ex fidanzata Giusy Montecchia ferendola gravemente, il 34enne operaio di Corropoli Fabiano Cistola ha chiesto e ottenuto il rito alternativo. Così ha stabilito ieri mattina il gup Roberto Veneziano fissando a maggio l’udienza di merito. L’uomo (difeso dagli avvocati Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi) attualmente è agli arresti domiciliari in una comunità protetta. La donna, (assistita dall’avvocato Florindo Tribotti) si è costituita parte civile.
Nel voluminoso fascicolo messo insieme dal pm Enrica Medori, a chiusura di minuziose indagini, c’è anche la perizia psichiatrica disposta all’epoca dal gip Marco Procaccini con la formula dell’incidente probatorio e affidata allo psichiatra Luigi Olivieri. L’esame, chiesto dalla difesa dell’uomo, ha accertato che Cistola è capace di intendere e di volere e processualmente capace.
Ma ha anche stabilito l’esistenza di un profondo stato depressivo incompatibile con il carcere e per questo l’operaio da luglio è agli arresti domiciliari in una struttura protetta in una località del nord Italia. Alle operazioni peritali avevano partecipato anche il consulente nominato dalla difesa dell’imputato, il neuropsichiatra Biagiantonio Morelli, e quello nominato dalla parte offesa che si è affidata allo psichiatra Angelomarco Barioglio. Secondo la ricostruzione fatta da investigatori e inquirenti l’uomo (come la cronaca racconta ormai quotidianamente) non si sarebbe rassegnato alla fine della relazione sentimentale. La mattina del 22 febbraio dell’anno scorso, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma dell’auto della ex, tornò a casa per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo sferrò i dieci fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. Venne bloccato da alcuni passanti e commercianti della zona e arrestato dopo una breve fuga.
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