Teoria gender, altre polemiche sulla mozione di Pomante
TERAMO. La teoria gender continua ad alimentare polemiche anche dopo il dibattito nel consiglio comunale di giovedì. A tornare sul documento, bocciato dall'aula, in cui Gianluca Pomante evocava i...
TERAMO. La teoria gender continua ad alimentare polemiche anche dopo il dibattito nel consiglio comunale di giovedì. A tornare sul documento, bocciato dall'aula, in cui Gianluca Pomante evocava i rischi di confusione sessuale creati dalla riforma della scuola è il capogruppo del Movimento 5 stelle Fabio Berardini. «Il consiglio ha definitivamente sancito che la teoria gender non esiste», afferma, «ma il risultato non è stato solo una presa di posizione contro chi, sfruttando teorie strampalate, cerca di farsi becera pubblicità elettorale». Nel voto che ha visto “Futuro in” schierarsi al fianco di Pomante Berardini ravvisa una lettura politica sulla nuova composizione della maggioranza. Secondo lui, infatti, Pomante ha definitivamente abbandonato l'opposizione «che ha più volte attaccato e denigrato» per transitare «nelle file gattiane insieme al presidente del consiglio Milton Di Sabatino». Non a caso il consigliere avrebbe proposto lo stesso testo presentato in Regione da Paolo Gatti ottenendo l'avallo da parte del suo gruppo in Comune. "Futuro in" però, sempre a detta del consigliere grillino, ha ricevuto un "forte segnale d'isolamento" da parte del resto della maggioranza che ha respinto l'ordine del giorno.
Sulla questione intervengono anche Lucia Verticelli e Anna Pompili della commissione pari opportunità della Provincia. Verticelli e Pompili ricordano che il decreto cosiddetto della Buona scuola sollecita l'inserimento nei piani didattici di principi di pari opportunità, promuovendo l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e delle discriminazioni. Il documento traduce in pratica i contenuti della Convenzione di Istanbul che prevede l'introduzione nei programmi scolastici di materiali «su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati e il reciproco rispetto». «Da quando in qua questi argomenti», concludono Verticelli e Pompili, «sono diventati sinonimo di promozione di una sessualità indistinta e variabile?». (g.d.m.)
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