Teppisti scatenati a colpi di mazza contro vasi e fioriere

8 Novembre 2020

Nereto, vandalismi in centro nella prima notte di lockdown Il sindaco: «Sono delinquenti». Si cerca nelle telecamere 

NERETO. Vandali scatenati nella prima notte del nuovo lockdown con il coprifuoco dalle 22 alle 5. A Nereto, dopo aver violato le disposizioni, nella notte tra venerdì e ieri i teppisti sono entrati in azione in via Rossini, via Roma, piazza Cavour e Allende. A colpi di mazza e a mani libere c’è chi si è divertito a rompere vasi e fioriere, a ribaltare cassonetti dell’immondizia.
Immediata la reazione del sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, che bolla gli autori come «delinquenti». «L'amministrazione oltre a gestire una fase delicatissima è al lavoro, senza sosta, per riqualificare ogni angolo del nostro paese e con esso l'orgoglio e il senso di appartenenza a questa comunità», dice il primo cittadino, «tali episodi confermano che già nell'ordinario ci sono dei ragazzi che non hanno il senso civico, sporcano, imbrattano e devastano il paese, in particolare si ritrovano in determinate zone e attività. Specifico determinati ragazzi e determinate ragazze che non hanno ricevuto la giusta educazione dalle loro "determinate famiglie" prive di senso civico e di rispetto per il patrimonio pubblico e privato. In questa fase di emergenza sanitaria i fenomeni non solo sono aumentati ma sono ancora più gravi poiché, forse, queste persone non sanno che dalle 22 alle 5 c'è il coprifuoco». Il sindaco ha presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri della locale stazione e sta visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine e chiede collaborazione anche ai cittadini onesti per avere indizi, filmati e ogni elemento utile a denunciare gli autori dello scempio. «A brevissimo saranno installate nuove telecamere su tutti gli accessi e in molte zone del paese e poi saremo noi a divertirci», dice Daniele Laurenzi, «la stragrande maggioranza dei ragazzi e delle famiglie amano il proprio paese e sentono il valore alto di "essere comunità". Non resteremo a guardare e non saremo ostaggio di pochissimi delinquenti».
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