Teramani nell’inferno di piazza San Carlo

Nella comitiva anche l’ex candidata Graziella Cordone che come infermiera ha soccorso molti feriti
TERAMO. Non è facile raccontare Il panico, quell’onda anomala di gente che travolge e viene travolta, le urla e il sangue in piazza San Carlo in una nottata che per Torino diventa un incubo. Graziella Cordone, teramana ,candidata sindaco alle ultime elezioni comunali in città, era arrivata per qualche giorno di vacanza insieme alla famiglia e ad alcuni amici. Con loro cinque bambini dai 6 ai 10 anni. E lei, che nella vita è un’infermiera specializzata, ha passato buona parte della notte a soccorrere i feriti. Racconta mentre rientra a Teramo: «Eravamo stati in piazza fino a verso le 19, poi siamo andati a cenare in un ristorante che si trova vicino. Ad un certo punto abbiamo visto il fuggi fuggi, gente che urlava dicendo che c’era una bomba, centinaia di persone che correvano in tutte le direzioni. Il proprietario del ristorante ha abbassato le serrande e siamo rimasti dentro fino a verso mezzanotte. Non si riusciva a capire quello che stava succedendo. Dobbiamo dire grazie al ristoratore che è stato veramente disponibilissimo». Intorno a mezzanotte, quando è arrivata un po’ di calma, la comitiva è uscita per raggiungere l’appartamento in cui alloggiava. «Abbiamo percorso un tratto di strada pieno di bottiglie rotte e sangue», racconta Antonio Romualdi, un altro teramano, «ovunque c’erano feriti, soprattutto per i pezzi di vetri a terra, gente che urlava. Un’esperienza che ci ha provati». Racconta ancora Cordone: «Quando siamo arrivati all’alloggio vicino a noi c’erano dei ragazzi che avevano ospitato dei feriti che ho subito soccorso».(d.p.)
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