Teramano venne usato come cavia dai nazisti

12 Novembre 2023

Il soldato Cosmi morì in un lager per disabili e malati, la famiglia lo apprende dopo 78 anni

TERAMO. Un soldato teramano, Dario Cosmi, morì il 18 marzo 1945 in uno dei cosiddetti lager di "eutanasia decentralizzata", nei quali i nazisti usavano come cavie, per poi eliminarli, disabili e malati. Dopo 78 anni la famiglia ha scoperto la tragica fine del congiunto grazie al lavoro della ricercatrice storica Silvia Pascale, di Treviso, che ha subito comunicato al collega di Giulianova Walter De Berardinis di attivarsi per rintracciare documenti e la famiglia del soldato. Grazie alla collaborazione della famiglia del caduto, De Berardinis ha fatto inoltrare ai congiunti di Cosmi la domanda per l’attribuzione della medaglia d’onore per il riconoscimento come internato nei lager nazisti (Imi), con la collaborazione istituzionale del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e della sua vice Stefania Di Padova.
Il soldato Dario Cosmi, classe 1923, nativo di Teramo, era di stanza sull’isola di Rodi con la 91ª compagnia artieri (genio). All’indomani dell’8 settembre 1943 e della conseguente resa all’ex alleato tedesco, verrà catturato e deportato in Germania. Si legge nella nota diffusa dall’Anei (Associazione nazionale ex internati): «Il 18 marzo 1945, nel centro di sterminio per l'eliminazione delle vite indegne di essere vissute di Hadamar, sarà dichiarato morto per malattia, ma in realtà era stato usato come cavia per gli esperimenti dei nazisti. Questo luogo, dove dal 1942 non venivano eliminati solo i disabili fisici o psichici, ma anche lavoratori forzati, prigionieri di guerra e internati militari, come Cosmi, che si trovavano nelle condizioni di non essere più utili, per una beffa del destino verrà liberato dall'esercito americano solo dopo otto giorni dalla sua morte, il 26 marzo 1945».
La sezione Anei di Teramo, a nome della sua presidente Edoarda Broccolini, ringrazia la docente e storica Pascale per le ricerche che sta conducendo insieme ai soci della sezione di Treviso e conclude: «Essere riusciti a contattare in poco tempo il nipote dell'Imi Dario Cosmi di Teramo (che porta lo stesso nome dello zio deceduto nel lager nazista) ha permesso di rivelare alla famiglia la scottante e terribile verità storica su quanto accaduto al congiunto, squarciando il velo dell'oblio che avvolgeva la sua morte». Anei di Teramo e Treviso e De Berardinis si impegnano a celebrare nella sua Teramo, nei tempi e nelle modalità opportuni, il sacrificio estremo di Cosmi.(red.te)