Teramo 3.0 quasi fuori dalla maggioranza

13 Marzo 2019

La candidatura di Luzii col centrodestra alla Provincia ha rotto l’equilibrio: presto la revoca alla vice sindaco Marroni

TERAMO. C’è un clima da separati in casa nella maggioranza comunale. La candidatura di Giovanni Luzii alle provinciali del 31 marzo con una lista di centrodestra, presentata dal consigliere di Futuro in Franco Fracassa e dunque con un marchio riconducibile a Paolo Gatti, ha compromesso i già precari rapporti tra Teramo 3.0 e il resto della coalizione. Nel consiglio comunale di ieri non è stata affrontata apertamente la questione politica posta dalla decisione del capogruppo della lista civica che esprime il vicesindaco Maria Cristina Marroni, ma è emersa comunque l’imprescindibile esigenza di un chiarimento il cui esito non ha incognite: Teramo 3.0 sarà estromessa dalla giunta.
Ne farà le spese proprio Marroni che, sebbene apprezzata per il lavoro come assessore alla pubblica istruzione, sconterà l’ambiguità politica contestata alla sua lista anche in occasione delle regionali per le aperte simpatie manifestate nei confronti della Lega. Spetterà al sindaco Gianguido D’Alberto l’onere dell’atto decisivo di revoca del mandato al suo vice, che ieri si è limitata a illustrare in aula il regolamento per la refezione scolastica senza fare alcun cenno alla questione politica. Qualunque atto sarà comunque preceduto dal chiarimento con gli alleati. E’ lo stesso sindaco a confermare la necessità di un «passaggio in maggioranza e nel tavolo dei referenti politici» che analizzi lo scenario conseguente alla candidatura di Luzii con il centrodestra. Su questo punto arriva un messaggio lapidario anche da parte del capogruppo di Insieme possiamo Andrea Core: «Una verifica di maggioranza va fatta, è il minimo». In teoria la vicenda Luzii e Teramo 3.0 è ancora da sviscerare ma, al di là delle prudenti dichiarazioni ufficiali nella coalizione che governa la città, gli umori sono tutt’altro che inclini alla mediazione con la lista civica del vicesindaco. Fino a quando si è trattato delle uscite anche pesanti contro il Ruzzo, che pure hanno travalicato in qualche passaggio le posizioni critiche espresse dal sindaco sulla gestione della società acquedottistica, Luzii e il suo gruppo sono rimasti nella scia tracciata dalla maggioranza. L’endorsement leghista per le regionali e l’entrata nella lista di appoggio in Provincia al presidente di centrodestra hanno superato il limite della tolleranza. A poco serve la rivendicazione da parte di Luzii della libertà di autodeterminazione del suo gruppo al di fuori del patto programmatico sottoscritto in Comune. «Sono di destra e rimarrò legato a principi liberali tipici di questa ideologia», scrive in un messaggio sui social, «mi candido in Provincia non per un giochetto politico ma per portare il mio contributo allo sviluppo del territorio». Luzii e il suo gruppo perseguiranno questo obiettivo comunque fuori dalla maggioranza comunale.
Ha dato l’addio al consiglio, invece, l’ex candidato sindaco grillino Cristiano Rocchetti. Impegni professionali crescenti lo hanno indotto ad annunciare le dimissioni durante la seduta di ieri. «Quest’attività non si può fare a tempo perso», ha spiegato, «lascio il posto a chi più di me potrà contribuire all’attività del Comune». Rocchetti è stato salutato dai calorosi abbracci dei colleghi di maggioranza e opposizione e dagli attestati di stima del sindaco e del presidente del consiglio Alberto Melarangelo che ne hanno evidenziato il rispetto per l’istituzione e il senso di responsabilità. Il suo posto spetta al primo dei non eletti Ivan Verzulli. Se quest’ultimo, come si è ipotizzato ieri, dovesse rinunciare, a subentrare sarà Paolo Carnevale che lo segue tra i più votati della lista grillina.
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