Teramo: Brucchi dà l'addio, mediazioni fallite

4 Dicembre 2017

Si dimettono 18 consiglieri. Nessun ripensamento dai cinque di “Futuro in” dopo l’ultimo colloquio con Gatti. Arriva il Commissario

TERAMO. Gli ultimi tentativi di mediazione sono falliti. Si è conclusa con un anno e mezzo di anticipo sulla scadenza naturale la seconda amministrazione del sindaco Maurizio Brucchi. All’ufficio protocollo del Comune, intorno a mezzogiorno, si sono presentati per firmare le dimissioni 18 consiglieri: 11 sui 12 dell’opposizione (non c'era solo Paola Cardelli, contraria a questa soluzione), i due della civica “Al centro per Teramo” da oltre un anno fuoriusciti dalla maggioranza e cinque dei sei consiglieri di “Futuro in”, il gruppo che ha come referente Paolo Gatti e che fino a qualche settimana fa era il più numeroso di una maggioranza che in realtà, dalla primavera scorsa, di fatto – cioè nei numeri – non è più tale.

Ieri pomeriggio Gatti aveva parlato con i cinque consiglieri  (il sesto, il presidente del consiglio Milton Di Sabatino, non è d’accordo con le dimissioni di massa, lo ha già detto pubblicamente e oggi in ogni caso non era a Teramo) e li aveva trovati più determinati che mai a porre fine a un’esperienza amministrativa diventata ormai un calvario.

Proprio tra Gatti e Brucchi, sabato mattina, c’era stato un colloquio dai toni distesi che poteva far pensare a un ricompattamento in extremis. Ma la condizione che Gatti poneva per non mandare i suoi a dimettersi, cioé che Brucchi lasciasse prima del 24 febbraio in modo che per il Comune si tornasse a votare già nel 2018, è stata considerata un ricatto politico dal sindaco. Il quale ha concordato con il leader di “Futuro in” su diverse cose, su tutte il fatto che al centrosinistra – in questo momento frantumato – convenisse andare al voto nel 2019 e che per questo alcuni dissidenti del centrodestra al momento “silenti” potevano tornare, dal 25 febbraio, a mettergli i bastoni tra le ruote per favorire l’arrivo di un commissario; ma non ha intendeva impegnarsi a garantire le proprie dimissioni entro un certo termine. Brucchi avrebbe controproposto a Gatti: intanto non andate a dimettervi, rimettiamoci intorno a un tavolo e vediamo di approvare il bilancio entro fine dicembre, ma anche di portare il piano traffico in consiglio a gennaio, e poi vediamo. Il “poi vediamo”, però, a Gatti non è bastato. (d.v.)
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