Teramo città carissima per i rincari di luce e gas

Secondo una classifica dell’Unione Consumatori a luglio si è piazzata al 5° posto con aumenti del 64,4%. Ed è tredicesima per gli aumenti di alimentari e bevande
TERAMO. È uno studio redatto su scala nazionale dall’Unione dei Consumatori sulle conseguenze dell’inflazione a stabilire che nel mese di luglio Teramo si è piazzata al quinto posto tra tutte le città italiane per i costi più cari di luce e gas.
A vincere la classifica dei cittadini più bastonati è Bolzano, città in cui secondo l’associazione dei consumatori le spese per luce e gas decollano del 107,3% su luglio dello scorso anno, medaglia d'argento a Trento, +105,2%, anche qui oltre il doppio. Sul gradino più basso del podio Perugia (+65,9%). Seguono Terni (+65%) e al quinto posto Teramo (+64,4%).
«Per energia elettrica, gas e altri combustibili, voce che include gas, luce (mercato tutelato e libero), gasolio per riscaldamento e combustibili solidi», si legge nella nota dell’Unione Consumatori, « se in Italia il rincaro a luglio è stato già spaziale, +59,2% il dato tendenziale, con una mazzata a famiglia pari in media a 798 euro su base annua, in alcune città si è avuto addirittura un raddoppio rispetto allo scorso anno».
E nella stessa indagine dell’Unione Consumatori l città di Teramo si piazza al tredicesimo posto nella classifica delle città italiane con inflazione più alta per prodotti alimentari e bevande analcoliche sempre nel mese di luglio. L’aumento in questo caso, sempre rispetto ai dati dello stesso mese dell’anno scorso, è dell’11,2% a pari merito con Gorizia, Ravenna e Potenza. «Se in Italia i prezzi dei prodotti alimentari e le bevande analcoliche sono saliti a luglio del 10% su base annua, determinando già una stangata pari in media a 564 euro a famiglia, in molte città è andata ancora peggio», si legge a questo proposito nella nota dell’Unione Consumatori, «a guidare la classifica delle città peggiori è Cosenza dove per cibo e bevande si registra un rialzo del 13,1% rispetto a luglio 2021, +847 euro in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media. Al secondo posto Viterbo, con un incremento dei prezzi del 12,8% e un aggravio annuo pari a 713 euro, al terzo Imperia dove mangiare costa il +12,7% in più, pari a 680 euro».
Numeri che, secondo l’associazione dei consumatori, sono destinati ad aumentare in maniera vertiginosa con la ripresa delle attività già dal mese di settembre.(red.te.)
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