Teramo, Consiglio comunale senza sede: l’opposizione va all’attacco

30 Gennaio 2026

L’amministrazione sta facendo marcia indietro sul trasferimento dal Parco della scienza all’Ipogeo e pensa alla sala provinciale. Corona (FdI): «Proposta umiliante, si chiedano spazi all’ateneo»

TERAMO. La marcia indietro del Comune sull’ipotesi Ipogeo come nuova sede per il consiglio comunale, spalanca le porte alle polemiche. L’amministrazione, che ha previsto la realizzazione del teatro provvisorio al Parco della scienza (attuale “casa” dell’assise), aveva sempre pensato al trasferimento del consiglio comunale nella riqualificata sala di piazza Garibaldi. Cosa che ora, come anticipato ieri dal Centro, non convince più. Due gli elementi a far desistere il sindaco Gianguido D’Alberto e il presidente del consiglio Alberto Melarangelo: i costi elevati (stimati in 50mila euro) per l’adeguamento impiantistico della sala e la funzione culturale che questa sta svolgendo. Da qui si è tornati ad una vecchia idea: trasferire il consiglio comunale nella sala della Provincia. Idea che fa esplodere le critiche. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Corona, «l’amministrazione da anni sa di aver bisogno di una sala per il consiglio comunale e non ha fatto nulla fino ad ora. A parte chiacchiere e progetti vuoti. Nell’agosto 2024 fu annunciato dall’amministrazione e da Acs un teatro da 500 posti alle spalle del tribunale. Un project da 3 milioni di euro che non si sa che fine ha fatto. Da mesi dice di voler fare il teatro provvisorio al Parco della scienza, luogo del tutto inadeguato per gli spettacoli, e nonostante ciò non si è pensato seriamente a una sede alternativa: adesso sindaco e presidente tirano fuori la sala della Provincia. Piccola e inadatta. Una proposta francamente umiliante per l’assise e per la città». Il consigliere di FdI contesta alla giunta di non aver portato il tema del trasferimento del consiglio in commissione, né di aver aperto un confronto anche per accogliere proposte. E Corona ne ha due: tornare all’idea dell’Ipogeo oppure «chiedere all’università degli spazi adeguati e dare la giusta dignità al consiglio comunale», sostiene. La sua non è l’unica voce polemica.

Anche la civica Maria Cristina Marroni interviene duramente sul tema: «La fantasmagorica amministrazione comunale sostiene che Teramo si sia riappropriata del ruolo di capoluogo provinciale. E dove si celebra la democrazia in un Comune? Nelle sedute del consiglio comunale, massimo organo rappresentativo dell'intera comunità dei residenti», dice la consigliera di opposizione, «A Teramo la storica e prestigiosa aula consiliare di piazza Orsini è tristemente chiusa da 9 anni, senza che si sia visto l'avvio dell'appalto per la riqualificazione. L'aula provvisoria al Parco della scienza e quella improvvisata all'Ipogeo sono per differenti motivi impraticabili. E allora dove si riunisce l'assise comunale? Si chiede in prestito permanente (per anni) la sala consiliare della Provincia. Senza sapere che ha una capienza massima di 24 postazioni da consigliere, insufficienti per i 32 consiglieri comunali. Siamo alle comiche finali», conclude Marroni, «e mentre la maggioranza annega nel ridicolo e nell'indecenza, non s'accorge nemmeno di aver smarrito il minimo rispetto per le istituzioni. Bisognerebbe rendere obbligatorio per legge il sentimento della vergogna».

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