Teramo, fallita la proprietà del Caffè Grande Italia

22 Febbraio 2016

Lo storico bar cittadino chiuso per inventario dopo la dichiarazione di fallimento della società Tfz, proprietaria per il 60% delle quote del locale. Il curatore cercherà di salvare i posti di lavoro

TERAMO. Lo storico caffè Grande Italia di Teramo da ieri è chiuso per inventario perché la società che ne deteneva la maggioranza delle quote, la Tfz, è stata dichiarata fallita dal giudice delegato Giovanni Cirillo. Curatore fallimentare è stato nominato il commercialista Sergio Saccomandi, la cui prima mossa è stata appunto di chiudere per avviare l'inventario. A fine 2014 l'attività _ che include due locali cittadini, quello di piazza Martiri della Libertà e quello di via Badia _ era finita in amministrazione controllata con la nomina, da parte del tribunale, di un custode giudiziale e un liquidatore. La decisione era scaturita da un'azione di recupero crediti avviata dal commissario straordinario della Tercas Riccardo Sora nei confronti di Tonino Zuccarini, l'imprenditore titolare del 60 per cento delle quote della Tfz, che _ ai tempi in cui il direttore generale della Tercas era Antonio Di Matteo _ aveva ottenuto dalla banca una linea di fido di circa 6 milioni di euro e non era riuscito a rientrare. La Tercas cercando di recuperare il credito aveva (tra le altre azioni intraprese) chiesto e ottenuto il sequestro delle quote di Zuccarini nel Grande Italia e per il locale era cominciata una gestione portata avanti dal tribunale. Vista la dichiarazione di fallimento sopraggiunta dopo un anno e mezzo, è evidente che la situazione economica della società non era recuperabile. Tuttavia tra qualche giorno il giudice Cirillo e il curatore Saccomandi s'incontreranno e potrebbero decidere di far continuare comunque l'attività, anche per preservare i posti di lavoro (che sono una trentina).