Teramo guadagna posizioni ma i servizi restano carenti

31 Luglio 2015

TERAMO. E' la specializzazione la carta vincente dell'università di Teramo, che le ha permesso di raggiungere una posizione virtuosa nella classifica degli atenei italiani. A certificarlo tre studi...

TERAMO. E' la specializzazione la carta vincente dell'università di Teramo, che le ha permesso di raggiungere una posizione virtuosa nella classifica degli atenei italiani. A certificarlo tre studi illustrati ieri dal rettore D'Amico. Teramo è la prima università del centro-sud, ma del centro-sud presenta anche tutte le peculiarità negative, ossia la mancanza di servizi. «Se vogliamo puntare sull'ateneo il territorio deve fare una scelta», ha detto senza mezzi termini D'Amico.

Le classifiche stilate da Anvur (l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), Il Sole 24 Ore e Censis-La Repubblica evidenziano miglioramenti, se non risultati lusinghieri, per l'università cittadina. Stando all'analisi Anvur, condotta tra il 2004 e il 2010, l'ateneo teramano è fra le università virtuose per didattica e ricerca, preceduta nel centro-sud solo da Salerno. L'eccellenza emerge soprattutto nel polo scientifico: così, nella valutazione della qualità della ricerca, Teramo è 4ª su 28 atenei per la chimica; per la biologia 3ª su 45; 2ª su 14 per l'agrobio-veterinaria, comparando solo i piccoli atenei, mentre estendendo la stessa classifica al territorio nazionale diventa 7ª su 34. Nella graduatoria del Sole 24 Ore Teramo occupa la 32ª posizione fra gli atenei statali, risalendo dalla 38ª dello scorso anno; miglioramenti anche nella didattica dove è passata dal 31° posto al 25°; stabile invece il risultato per la ricerca (40° posto). Tuttavia è dalla ricerca Censis-La Repubblica che emergono i dati più interessanti. Nella didattica delle lauree magistrali a ciclo unico UniTe raggiunge l'eccellenza in medicina veterinaria dove conquista la 3ª posizione; risale al 29° posto per giurisprudenza, dopo il 31° dello scorso anno, e al 13° per scienze agrarie e veterinarie (16° posto l'anno passato), infine rimane stabile, 11ª, per scienze biologiche. Nella classifica delle piccole università si posiziona quarta su 13.

Ed è proprio questa tabella che mette in evidenza le lacune del polo: i servizi e le borse di studio. «Le borse di studio non sono di nostra diretta competenza, mentre per quanto riguarda i servizi purtroppo dobbiamo constatare una certa indisponibilità del territorio». Trasporti inefficaci, se non inesistenti (ad oggi l'università a Piano d'Accio non ha ancora il collegamento urbano e persistono ancora difficoltà per raggiungere Colleparco) e mancanza di posti letto sono le pecche maggiori. «Con una casa dello studente potremmo non solo offrire un servizio essenziale agli universitari, ma favorire scambi internazionali, organizzare scuole estive e, perché no, essere di sostegno alla Coppa Interamnia», ha concluso D'Amico.(e.m.)

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