Teramo, l'acqua torna potabile, parte l'inchiesta per inquinamento

10 Maggio 2017

Un pool composto da tre magistrati indagherà sul nuovo caso che ha spinto la Asl a vietarne l'uso alimentare. I Laboratori del Gran Sasso: «Non abbiamo responsabilità»

TERAMO. L'acqua del rubinetto è potabile, ma sul presunto caso di inquinamento la Procura di Teramo apre un'inchiesta e affida le indagini addirittura a un pool formato da tre magistrati. L'emergenza è stata comunque superata grazie ai risultati negativi delle analisi svolte la notte scorsa dall'Arta dopo il blocco imposto dal Sian della Asl per quanto riguarda l'uso alimentare dell'acqua proveniente dal Ruzzo.

Acqua non potabile: rubinetti a secco in 32 Comuni del Teramano

Niente toulene, ovvero quel diluente che potrebbe aver provocato il cattivo odore dell'acqua. L'acquedotto del Ruzzo è stato quindi autorizzato a riprendere le captazioni e a reimettere l'acqua in distribuzione. Questo il documento diffuso dalla Prefettura di Teramo: "Nel corso della riunione in Prefettura, presieduta dal Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dal Prefetto di Teramo, l’Arta ha comunicato i risultati dei sei campioni d’acqua prelevati, riferendo che “...in base alle analisi effettuate i campioni in esame sono conformi alla normativa vigente”. In ragione di tale comunicazione la Asl ha informato che “...si revoca la disposizione e l’acqua può essere destinata ad uso potabile. Continuerà il monitoraggio con esecuzione dei prelievi in rete ed alle opere di captazione...”. Nei 32 Comuni forniti dalla Ruzzo Reti quindi già da oggi sarà possibile utilizzare l'acqua per cucinare. La Asl resta comunque in attesa delle analisi sui campioni d'acqua inviati ieri all'Università di Padova.

Tra l'altro la comunicazione della non potabilità dell'acqua e dell'interruzione dell'erogazione dell'acqua aveva spinto ieri sera migliaia di persone ad acquistare le bottiglie di acqua minerale in caso di prolungamento del divieto. Nei negozi dei 32 Comuni interessati dal divieto le scorte di acqua sono finite nel giro di poco tempo. Ecco cosa è accaduto al centro commerciale Gran Sasso di Piano d'Accio, a Teramo.

I LABORATORI: NOI NON C'ENTRIAMO. «In merito alla disposizione del 9 maggio del Sian dell'Ausl di Teramo di sospensione dell'uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso, a seguito dei prelievi effettuati il giorno 8 maggio, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Lngs) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Ifnf) informano che le acque provenienti dal punto di captazione interno ai Laboratori sono messe a scarico dal giorno 1° maggio». A renderlo noto è il Servizio Relazioni Esterne dei Laboratori. «È quindi da tale data - si prosegue nella nota - che tutte le acque provenienti dai laboratori non vengono immesse nella rete idrica dell'acquedotto del Ruzzo. Tale misura di messa a scarico è stata adottata in via precauzionale, d'intesa con la Ausl, in occasione dei lavori di parziale ripavimentazione in corso nei Laboratori sotterranei». Inoltre, i Lngs rendono noto che, dai monitoraggi costantemente eseguiti in tutti questi giorni, «le acque di scarico in uscita dai Laboratori sono sempre risultate e tuttora risultano pulite e assolutamente conformi ai requisiti previsti per le acque potabili». «Nessuna responsabilità è quindi da imputare a questi Laboratori - si conclude nella nota - per la disposizione di sospensione dell'uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso».

L'INCHIESTA. Sarà un pool composto da tre magistrati e coordinato dal procuratore capo di Teramo, Antonio Guerriero, ad indagare sul presunto episodio di inquinamento che ha portato, in via precauzionale, a sospendere l'utilizzo per fini potabili dell'acqua proveniente dalle captazioni del Gran Sasso. Il pool, composto dai pm Stefani Giovagnoni, Greta Aloisi e Davide Rosati, indagherà su due episodi, sia quello dell'8 maggio sia quello dello scorso agosto, riuniti in un unico fascicolo. Gli esiti degli accertamenti sui campioni prelevati lunedì scorso dovrebbero arrivare nel corso della giornata, così come quelli dei campioni inviati dalla Asl all'Università di Padova.