Teramo. L’addio a Issouf, morto a 33 anni sul lavoro

Ennesima morte bianca. Nella chiesa di Sant’Antonio i funerali dell’ivoriano
TERAMO
Due comunità si sono abbracciate ieri nel saluto a Issouf Koné, il 33enne ivoriano morto lo scorso 12 giugno mentre lavorava nel cantiere del potabilizzatore del lago di Gerosa, in provincia di Fermo. Il giovane, in Italia dal 2015, a Teramo aveva trovato da anni un posto dove costruire una nuova vita: seguito dalla Caritas, Issouf lavorava per un’azienda locale e condivideva un appartamento con altri giovani in città. Un percorso di rinascita e integrazione brutalmente interrotto da un incidente in cantiere. Il 33enne è stato colpito dalla benna di un escavatore manovrato da un collega ed è morto sul colpo. Una tragedia che ha commosso Teramo in modo profondo. La procura ha aperto un’inchiesta e nei giorni scorsi ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma dell’operaio alla famiglia, che vive in Costa d’Avorio. Ieri il feretro, prima di essere trasportato a Fiumicino e imbarcato verso l’Africa, è stato salutato nella chiesa di Sant’Antonio a Teramo dalla comunità cristiana e islamica: l’imam Mustapha Batzami e don Cristian Cavacchioli, insieme a rappresentanti delle istituzioni, agli amici e colleghi di Issouf, ai volontari della Caritas e agli attivisti della Casa del popolo, hanno pregato e salutato per l’ultima volta un ragazzo pieno di speranze. Uno striscione del collettivo e le parole del sindaco Gianguido D’Alberto sono stati un richiamo alla solidarietà e all’accoglienza, ma anche a un sistema del lavoro con maggiori tutele .

