Teramo Lavoro, confermata la condanna per Cretarola

All’ex amministratore contestato il peculato per 11mila euro. La difesa annuncia ricorso alla Suprema Corte
TERAMO. Come in ogni vicenda giudiziaria saranno le motivazioni a spiegare. Per ora c’è una sentenza della corte d’appello a confermare in toto quella di primo grado per il caso di Teramo Lavoro, l’ex società in house della Provincia.
Il collegio, presieduto da Aldo Manfredi, ha confermato la condanna a due anni per peculato dell’ex amministratore della società Venanzio Cretarola. Confermata l’assoluzione per i reati di truffa, falso e abuso d’ufficio. Il suo avvocato Cataldo Mariano annuncia ricorso in Cassazione. La sentenza di primo grado, oltre che dal legale di Cretarola, era stata impugnata anche dalla Procura teramana (pm Stefano Giovagnoni).
Secondo l’accusa dello stesso Giovagnoni, titolare del fascicolo, Cretarola si sarebbe appropriato, così si legge nel capo d’imputazione, «di una somma di denaro pari ad 11.225,72 euro. In particolare presentava alla Provincia le fatture e i prospetti che rendicontavano l’attività lavorativa dei dipendenti della Teramo Lavoro nel dicembre 2011, gennaio 2012, febbraio 2012, allegando i prospetti contenenti le generalità dei dipendenti, il livello occupazionale, le ore lavorative e l’importo della retribuzione da imputare al progetto finanziato con il Fse senza che in tali prospetti venisse riportata la sua posizione lavorativa e la sua retribuzione».
L’inchiesta della Procura, scattata dopo alcuni esposti, verteva sull’uso del Fondo sociale europeo da parte della società e, in particolare, sulla nomina di Cretarola a coordinatore del progetto.
Il processo di primo grado si era chiuso con la piena assoluzione del defunto presidente della Provincia Valter Catarra, dell’allora direttore del personale della società in house e attuale sindaco di Bussi Salvatore La Gatta e dell’ex amministratore Cretarola: secondo i giudici del tribunale teramano non c’era stata nessuna truffa, nessun falso e nessun abuso d’ufficio nella gestione del fondo sociale europeo per la Teramo Lavoro. Nella stessa sentenza i magistrati di primo grado avevano ritenuto sussistente il reato di peculato a carico di Cretarola che per questo era stato condannato a due anni. Una condanna che ieri è stata confermata in corte d’appello.
La battaglia ora si sposta davanti alla Suprema Corte.(d.p.)
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