Teramo, malato e povero, non può pagare gli alimenti ai figli

I giudici d’appello esonerano un teramano dall’assegno ai figli: «Le sue condizioni non gli consentono di lavorare»
TERAMO. La vita del diritto non si esaurisce nelle leggi ma nelle storie di uomini e donne che incarnano le sentenze. Come quella con cui la Corte d’appello dell’Aquila ha «esonerato» un teramano di 50 anni dall’assegno di mantenimento delle figlie minori, dopo la separazione dalla moglie, perchè malato e privo di qualsiasi fonte di reddito.
Scrivono i giudici (presidente Giuseppe Iannacone, a latere Giampiero Fiore e Francesco Filocamo): «Se è vero che lo stato di disoccupazione del genitore obbligato al pagamento del mantenimento dei figli non è di per sè elemento sufficiente per ottenere l’esonero dal citato obbligo ove egli possegga capacità lavorative e possibilità di reperire occupazione anche saltuaria, è altrettanto vero che tale esonero non può essere negato al genitore incolpevolmente privo non solo di attuali fonti di reddito, ma anche di qualsiasi capacità reddituale, già emergente dalle condizioni patologiche affermate dal tribunale e ulteriormente confermata dal loro aggravamento che ha condotto a diagnosi di disturbo bipolare, patologia che ha sicuri effetti invalidanti e comporta l’estrema difficoltà, se non l’impossibilità, dello svolgimento di attività produttiva di reddito. Deve revocarsi l’obbligo del reclamante di contribuire al mantenimento ordinario e alle spese straordinarie concernenti le figlie».
L’uomo, dopo una iniziale diagnosi di depressione poi diventata un disturbo bipolare e la successiva perdita del posto di lavoro, nel 2014 era finito a processo per violazione degli obblighi familiari. In quell’occasione il giudice monocratico del tribunale di Teramo Carla Fazzini lo aveva assolto scrivendo nelle motivazioni che «le difficoltà in cui si viene a trovare l’obbligato, come in questo caso, possono avere effetto esimente se lo stesso si sia venuto a trovare nell’ impossibilità di adempiere che non dipenda però da comportamento anche solo negligente dello stesso. Nel caso di specie l’uomo ha fornito la prova delle difficoltà economiche in cui si è venuto a trovare, ma soprattutto le difficoltà psichiche in cui si è trovato che si sono ripercorse su quelle economiche» L’uomo, assistito dall’avvocato Anna Candelori, si era rivolto ai giudici d’appello per impugnare il provvedimento con cui il tribunale di Teramo, pur riconoscendo il suo stato di salute ed esonerandolo dall’assegno di mantenimento per la moglie e la figlia maggiorenne e indipendente, aveva lasciato il mantenimento per le figlie minori portandolo a 200 euro mensili per ciascuna. Così commenta l’avvocato Candelori: «E’ una decisione molto importante quella della Corte d’appello che ha reso giustizia dopo diversi anni di diatribe giudiziarie. Credo però che tale decisione sarebbe dovuta arrivare molto tempo prima e non dopo quasi quattro anni. Apprezzo la celerità del collegio in nuova composizione perchè, assumendo il carico di lavoro lasciato in sospeso da altri magistrati per oltre tre anni, in meno di tre mesi ha rimesso la causa in istruttoria e pronunciato la decisione».
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