Teramo, mare giallo-marrone a causa delle micro alghe

L'Arta rassicura: "Non hanno una tossicità diretta e non influsicono sulla balneabilità, ma meglio non consumare molluschi"
TERAMO. È causata dalla proliferazione di alghe microscopiche monocellulari la colorazione giallo-marrone che presenta da più di 10 giorni l'acqua di mare antistante il litorale Nord della costa teramana. Lo dice l'Arta sulla base dei risultati dei prelievi di acqua di mare fatti primo luglio scorso sul litorale di Alba Adriatica.
«Questa alga - spiega l'Arta in una nota - non ha alcuna tossicità diretta per l'uomo e non incide sulla balneabilità, anche se rende l'acqua colorata di giallo-marrone. Dal momento che talune alghe microscopiche, in condizioni molto particolari di stress ambientale, potrebbero emettere tracce di biotossine che possono essere concentrate nei molluschi filtratori (cozze, telline e bivalvi in genere) in tali circostante soprattutto (ma sempre per le attuali disposizioni), l'unica precauzione da prendere è di non raccogliere e consumare molluschi (né crudi né cotti) in concomitanza di fenomeni eutrofici intensi e di non mangiare pesci pescati localmente e non eviscerati».
L'Arta spiega che all'inizio, sulla costa teramana, «il fenomeno è stato causato dalla crescita demografica di una diatomea, generalmente delle dimensioni di pochi micron, comune nel nostro mare e che se abbondante conferisce all'acqua una colorazione giallastra. Le diatomee possono secernere e rilasciare nell'acqua una sostanza oleosa naturale, innocua per l'uomo e che, anche se sgradevole, non compromette in nessun modo le caratteristiche per la balneazione».
«Successivamente - prosegue l'Arta - la diatomea è stata sostituita da una 'fioritura» di peridinee o dinoficee, anch'esse alghe microscopiche per lo più unicellulari e flagellate, che rappresentano uno dei più importanti gruppi del plancton sia marino che d'acqua dolce. Nel caso in esame la densità media di popolazione algale è risultata di 4 milioni di cellule per litro (in Emilia-Romagna sono stati trovati in passato anche qualche decina di milioni di cellule per litro, in acque particolarmente ricche di nutrienti azotati e fostatici)».

