Teramo-mare, pronto il ricorso: «Al Tar contro il quarto lotto»

Il comitato contrario all’intervento a ridosso del Tordino insiste sulla possibilità di modificare il piano: «Serve solo la buona volontà dell’Anas». La deputata Cinque stelle Torto presenta un’interrogazione
ROSETO. Il comitato “Terra lieta Val Tordino” è pronto al ricorso al Tar nel caso l’Anas vada avanti con il progetto per il completamento della Teramo-Mare nella strada di Coste Lanciano di Roseto. Lunedì c’è stata la conferenza dei servizi decisoria indetta dal commissario straordinario e dirigente Anas Eutimio Mucilli. «Vogliamo ricordare al commissario», dicono i membri del comitato, «che il processo democratico non è concluso e c’è ancora, come previsto dalla normativa, la possibilità di apportare variazioni al progetto che possano soddisfare tutti i comuni coinvolti. Sarebbe necessaria solo un po’ di buona volontà che da parte di Anas è sempre mancata».
Se così non accadrà il comitato si rivolgerà al Tar. «Vogliamo inoltre sottolineare», prosegue il comitato, «che a grandi oneri devono corrispondere anche alte responsabilità morali: auspichiamo pertanto un passo indietro da parte di Mucilli e la sospensione dell’iter sino a che non sarà chiarita la sua posizione giudiziaria come richiesto non solo da noi ma da più parti di Italia sia in sede legale che parlamentare». Comitato e associazioni, contrari alla realizzazione del quarto lotto della superstrada a Coste Lanciano, considerata a rischio allagamenti per la vicinanza del fiume Tordino, hanno l’appoggio dell'amministrazione comunale. «Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni del sindaco Nugnes che ha difeso con competenza e sensibilità i nostri territori e ringraziamo l’amministrazione, in particolar modo i consiglieri Ciancaione e Chiarobelli, da sempre vicini alla nostra comunità e alle sue esigenze», fanno sapere. Intervenuta sulla questione anche la consigliera Rosaria Ciancaione. «In questa ultima fase», dice, «con l’interrogazione parlamentare presentata da Daniela Torto, capogruppo nella Commissione bilancio della Camera per il M5S, abbiamo sottolineato la mancanza della Valutazione di impatto ambientale, determinante per un’opera a elevatissimo rischio idraulico e la necessità di sospendere l’illegittima conferenza decisoria, cosa alla quale il commissario ha dovuto adeguarsi in sede di audizione». E conclude: «Ci domandiamo quali altri disastri climatici dobbiamo attenderci ancora per indurre Anas e commissario a ripensare il progetto, riconvertendolo nel miglioramento della viabilità esistente che con 173 milioni disponibili darebbe la giusta riposta in termini socio- economici, ambientali e di sicurezza».
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