Teramo, omicidio Intermesoli: un anno di indagini a vuoto

Il giudice archivia la posizione dell'unico indagato per la morte di Renato Bellisari: nessun coinvolgimento da parte del conoscente.
TERAMO. A un anno dall’omicidio di Renato Bellisari, uomo di 77 anni, ucciso brutalmente la notte tra il 25 e il 26 settembre 2014, è stata archiviata la posizione dell’unico indagato, un conoscente della vittima, accusato di omicidio a dicembre dell’anno scorso.
Il corpo dell’uomo era stato ritrovato senza vita nella sua abitazione dai vigili del fuoco, secondo il medico legale, la causa della morte sarebbe avvenuta 36 ore prima del ritrovamento a causa di 7 colpi inferti da dietro con un oggetto contundente. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata, ma i Carabinieri trovarono l’impronta di una scarpa su una delle macchie di sangue. Bellisari era un uomo solo, tornato nel suo paese dopo una vita trascorsa in Canada, aveva poche amicizie. Chi lo ha ucciso lo conosceva bene e potrebbe essere fra loro l’assassino. Intuizione che aveva spinto gli investigatori a restringere il campo degli indagati a una sola persona.
Lo scorso anno, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati del conoscente della vittima, i Carabinieri del reparto operativo di Teramo effettuarono accertamenti che non fecero emergere alcuna prova a carico dell’uomo.
Nei giorni scorsi, il gip del tribunale di Teramo, su richiesta del pm del titolare del fascicolo, il sostituto Andrea De Feis ha dichiarato che non sarebbero emerse prove di coinvolgimento nell’omicidio da parte dell’uomo, del quale non è stata resa nota l’identità.

