Teramo perde ancora abitanti: a fine 2021 erano meno di 52mila

22 Marzo 2022

È il centro urbano che va peggio in una provincia che scende sotto la soglia dei 300mila residenti Tiene la costa, ma con differenze da comune a comune. Prosegue il declino di Montorio e Atri

TERAMO. L’ultimo aggiornamento dell’Istat sulla popolazione fotografa una provincia di Teramo che al 1° gennaio è scesa sotto la soglia dei 300mila abitanti, perdendone 1.702 nel corso del 2021. Di questi 1.702 residenti in meno circa un terzo, 585, li ha persi il capoluogo. Proprio Teramo, tra i principali centri abitati della provincia, è quello più in sofferenza. Non da oggi, a dire il vero, visto che a fine 2008 l’antica Interamnia aveva toccato i 55mila abitanti e da allora ne ha persi oltre tremila. Il calo, però, è stato netto in particolare dal 2019: a fine 2018 i teramani residenti erano ancora 54.443 e il saldo di quell’anno era stato positivo (+105), poi è arrivato il salasso di 2.552 persone in meno in tre anni (-445 nel ’19, -1.522 nel ’20, il primo terribile anno di pandemia Covid, e -585 nel ’21). I 51.891 residenti rilevati dall’Istat nel passaggio all’anno in corso fanno tornare il capoluogo ai livelli del 2002-2003.
L’AMMINISTRAZIONE
I numeri dell’Istat non preoccupano più di tanto l’amministrazione comunale. Intanto non vanno presi per oro colato, come chiarisce l’assessore comunale ai servizi demografici Ilaria De Sanctis: «In realtà i residenti effettivi sono 52.769 a oggi (ieri, ndr). L’Istat non ha il quadro veritiero della realtà, i dati li va a pescare su un canale nazionale ma quelli dell’anagrafe locale sono diversi e più aggiornati. In tanti si spostano da comune a comune e i dati sono ballerini, c’è una fluttuazione continua. Basti pensare che l’anno scorso dalla regione Abruzzo sono andate via 42mila persone, ma poi il saldo negativo non è stato certo questo. Tornando a Teramo, secondo me la città ha tenuto considerati il terremoto, la nevicata e il Covid».
Il sindaco Gianguido D’Alberto la vede così: «Il calo c’è ma non è così drastico, è perfettamente in linea con l’andamento abruzzese. Va considerata innanzitutto la mortalità dal 2018 al 2021: c’è stato oltre il doppio dei deceduti rispetto ai nati. In termini di uscite ed entrate di residenza siamo pari, il decremento di abitanti non è dunque dato da chi va altrove anche se il terremoto in parte ha influito. E comunque la nostra città, a differenza degli altri capoluoghi abruzzesi, ha subito tutte le calamità dell’ultimo quinquennio, tre eventi sismici e la nevicata oltre ovviamente al Covid. Ora noi dobbiamo proseguire nella direzione intrapresa: la ricostruzione privata e residenziale è partita, quella pubblica residenziale è ancora indietro e su Teramo parliamo di mille persone, sono numeri importanti. Ma non dobbiamo cercare alibi, dobbiamo intensificare l’attività di rilancio della città con i fondi del Pnrr. Teramo ha iniziato a perdere attrattività non certo da oggi, il calo demografico deriva da un’assenza totale di programmazione durata nel tempo e in particolare dagli ultimi quattro anni di stallo politico-amministrativo del centrodestra. Noi siamo partiti da zero su tutto e abbiamo messo in piedi una programmazione imponente, opere per 70 milioni di euro, grazie alla quale nel 2026 la città sarà profondamente diversa. Siamo la città abruzzese che più di tutte sta ponendo le basi per una rigenerazione, forse solo L’Aquila sta programmando come noi con il Pnrr. Una cosa è certa: contro lo spopolamento va favorita la natalità».
LA TENUTA DELLA COSTA
I dati Istat di fine 2021 certificano una complessiva tenuta della fascia costiera, ma con oscillazioni da comune a comune (bene Alba, benino Roseto e Silvi, stabile Tortoreto, lievi cali per Giulianova e Martinsicuro, calo più consistente per Pineto: il saldo totale dei sette comuni è +48). Confermate le difficoltà di Atri e soprattutto di Montorio, mentre crescono sia pur di poco Sant’Egidio e Mosciano. Il grosso della perdita di residenti della provincia è nei piccoli comuni dell’entroterra, ma questo accade ormai da decenni e non stupisce nessuno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA