Teramo provincia più riciclona La differenziata sfiora il 60%

Prima in Abruzzo per la raccolta separata d’immondizia. Cala la produzione, cresce il porta a porta Tra i comuni si piazza primo Torano, ultimo Castelli. Di Sabatino: «Servono impianti all’avanguardia»
TERAMO. La provincia di Teramo è la più riciclona d’Abruzzo. Lo dice il rapporto rifiuti del 2015 presentato ieri dal presidente Renzo Di Sabatino insieme al dirigente regionale del servizio Franco Gerardini e il consigliere provinciale delegato Massimo Vagnoni. «I dati fotografano una provincia che continua ad aumentare la fetta di differenziata confermandosi il territorio abruzzese più virtuoso con una media del 58,89%», ha detto Di Sabatino, «la nostra provincia regista poi una riduzione complessiva della produzione dei rifiuti anche se continua ad avere un problema di costi. Il servizio infatti pesa di più sulle tasche dei cittadini rispetto al resto della regione e anche dell’Italia. Per avere più differenziata e riuscire ad abbassare i costi ci dobbiamo dotare di impianti all’avanguardia in grado di chiudere il ciclo completo dei rifiuti, quindi dalla raccolta allo smaltimento e al recupero, senza dover trasportare ingenti quantità di materie fuori regione come avviene adesso, e prevedere una premialità di tipo economico per i comuni virtuosi, perché», ha concluso il presidente, «la differenziata è un valore ma ha dei costi che devono essere supportati».
Sul podio della differenziata si conferma il comune di Torano Nuovo con il 76,21%, seguito da Montefino con il 73,30%, Montorio al Vomano 72,15% e Tossicia 71,35%. Nelle posizioni di coda ci sono tre comuni della fascia montana, ovvero Castelli con il 26,61%, Isola del Gran Sasso con il 34,82% e Fano Adriano con 37, 92%. Seguendo la logica dei raggruppamenti fra comuni, suddivisi tra quelli fino a 5000 abitanti, fino a 15.000 e oltre i 15.000, la situazione più omogenea si verifica nella fascia fino a 15 mila abitanti. Al primo posto si conferma Montorio con il 72,15%, mentre all’ultimo c’è Atri con 52,08%. Sopra i 15 mila abitanti si classifica prima Giulianova con il 68,03% seguita dalla città capoluogo con una differenziata che raggiunge il 62,34%. Ultima è Roseto degli Abruzzi con 39,74% di differenziata (ma nel 2015 il servizio porta a porta non era ancor esteso a tutto il territorio).
Sui 47 Comuni del teramano solo 19 hanno superato l’obiettivo del 65% di differenziata come prevede la legge, ma dopo anni di crescita la produzione di rifiuti è tornata a diminuire (nel 2014 era aumentata) e quasi tutti i Comuni hanno incrementato i servizi di igiene urbana con modalità porta a porta. «La provincia di Teramo è l’unica che ancora produce un rapporto sulla raccolta differenziata dei rifiuti mantenendo un confronto dialettico con i Comuni e il territorio», ha spiegato Gerardini, «e si conferma la più virtuosa di tutto l’Abruzzo seguita da Chieti con il 54,98%, l’Aquila con il 41,69%, Pescara fanalino di coda con 38,29%».
Il dirigente regionale ha poi annunciato importanti novità: «Il nuovo piano dei rifiuti punta all’attuazione del concetto di economia circolare, cioè il massimo recupero di materia anche dall’indifferenziato con il conseguente abbattimento dello smaltimento in discarica. Il piano inoltre esclude categoricamente la realizzazione dell’inceneritore in Abruzzo, come previsto nel decreto del presidente del consiglio approvato e entro il 30 giugno la Regione chiederà la modifica del provvedimento dimostrando che il flusso di rifiuti ammonta a 58mila tonnellate contrariamente alle 121 mila tonnellate l’anno indicate dal governo».
Mirella Lelli
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