Teramo ringrazia le forze armate

Il sindaco: «Dopo il sisma il loro aiuto ci ha fatto capire cos’è l’unità nazionale»
TERAMO. È stata partecipata come sempre, ieri mattina davanti al monumento ai caduti di viale Mazzini, la cerimonia istituzionale del 4 novembre, giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro, e prima della lettura dei messaggi augurali del ministro della Difesa e del presidente della Repubblica, c’è stato l’intervento del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, che nel suo discorso ha fatto riferimento alle calamità che si sono abbattute sul territorio teramano nello scorso autunno-inverno.
«Le celebrazioni del 4 novembre», ha detto Brucchi, «sono sostanziate da un messaggio chiaro, che rafforza il rapporto di fiducia e finanche di affetto tra i cittadini e le Forze armate, rapporto che nel tempo e grazie all’operato di queste ultime, si è accresciuto e consolidato. Un rapporto che noi abruzzesi - e noi teramani in particolare - possiamo dire di aver ulteriormente fortificato in questo ultimo anno, a seguito del sisma che sul finire del 2016 colpì la nostra terra ferendola gravemente. Le Forze armate, in tutte le loro espressioni e ciascuna con le proprie caratteristiche, hanno affiancato le nostre popolazioni rendendo un servizio che abbiamo percepito non solo come espressione di un dovere ma innanzitutto come vicinanza, come partecipazione e condivisione di una situazione così angosciante. Perciò, al di là dei compiti istituzionali che le Forze armate assolvono con impareggiabile esito, l’impegno profuso tra la nostra gente si è tradotto anche - e direi soprattutto - in un autentico aiuto, senza il quale le cose sarebbero andate in modo differente. Ecco allora che la celebrazione odierna trova la prova più confortante manifestazione di cos’è l’Unità: principio fondante, tradotto, in questi difficili mesi, in concretezza tangibile».
Per Brucchi «le Forze armate hanno dimostrato di essere l’espressione autentica della nostra identità, quella che ci fa "popolo", che continua a camminare affrontando difficoltà, rallentamenti, ostacoli e perseguendo il comune progresso. E se questa Unità deve continuare ad essere - anzi deve costantemente rafforzarsi - ci auguriamo che si espliciti, a livello istituzionale, nel segno della condivisione, della collaborazione, nell'assunzione di responsabilità condivise, nella adeguata ripartizione di risorse economiche, umane e normative».

