Teramo-Vibrata, strada in abbandono

Sul primo lotto nessuna manutenzione dal 2004. La Provincia cerca soldi, per ora può solo fare gli sfalci e togliere i rifiuti
TERAMO. Se qualcuno volesse un esempio emblematico di quella che è diventata la pubblica amministrazione negli ultimi quindici anni lo avrebbe percorrendo la strada provinciale 3, la Teramo-Val Vibrata, nel suo tratto iniziale (tecnicamente, il primo lotto). Sono poco più di sette chilometri da località Fiumicino di Teramo a località Sant’Anna di Campli, che dopo una storia infinita di contenziosi e transazioni e la modica spesa di 69 miliardi delle vecchie lire vennero inaugurati dall’allora presidente Claudio Ruffini nel giugno del 2004. Quindici anni nei quali quel tratto di strada – di importanza enorme per il territorio – è stato abbandonato a se stesso. La Provincia dopo il 2004 ha giustamente lavorato per aprire il secondo lotto, quello da Sant’Anna a Floriano, inaugurato da Renzo Di Sabatino nel dicembre 2014. Ma ha dimenticato completamente la manutenzione del primo lotto. Che ora è ridotto in condizioni penose, in particolare a ridosso della rotonda di Pagannoni dove l’asfalto è fortemente deteriorato, ci sono tratti di carreggiata che stanno sprofondando e pezzi di guard rail deformati, oltre a un’inquietante paratia di cemento che si è appesa verso la strada e viene tenuta su da un puntello. Dulcis in fundo, il tratto più vicino a Teramo è accompagnato da un’infinita striscia di rifiuti gettati nel tempo da persone inqualificabili.
Alcuni giorni fa, se non altro, la Provincia ha inviato una squadra di operai a effettuare lo sfalcio dei cigli stradali, che erano invasi da un’autentica savana. Il presidente Diego Di Bonaventura dice: «Abbiamo constatato che quella strada, una volta fatta, è stata abbandonata. Per ora abbiamo potuto impegnare circa 50mila euro per dare una sistemata. Dopo lo sfalcio dovremo rimuovere la grande quantità di rifiuti abbandonata dagli incivili a bordo strada e poi rimetteremo a posto la paratia degradata. Per rifare gli asfalti servono tanti soldi, siamo già andati a Roma per trovarli».(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

