Teramo, violentò e rapinò la vicina di casa, condannato a 5 anni e 3 mesi

14 Gennaio 2016

Il giovane era accusato anche di sequestro di persona, avendo bloccato, senza farsi riconoscere, la settantenne. Incastrato dal dna, il pm aveva chiesto per lui una pena di 7 anni

TERAMO. Era finito a processo con le accuse di rapina aggravata, sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti di una donna di 70 anni, sua vicina di casa. Oggi un trentenne, al termine del processo davanti ai giudici del Tribunale di Teramo, è stato condannato a cinque anni e tre mesi (il pm Stefano Giovagnoni aveva chiesto 7 anni e 3 mila euro di multa), oltre al risarcimento del danno in favore della parte civile, all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e all'interdizione in perpetuo dagli uffici di tutela e curatela. I fatti risalgono al maggio dell'anno scorso quando il trentenne si era introdotto in casa della vicina, bloccandola senza farsi riconoscere per poi abusare di lei e portare via un oggetto in oro. A incastrare il giovane, che nel corso delle indagini aveva ammesso le proprie responsabilità, il dna.