“Teramo vive”: «I conti del Ruzzo sono peggiorati»

La lista civica che sostiene il sindaco D’Alberto contesta i sindaci teramani che hanno riconfermato il cda uscente perché avrebbe svolto un buon lavoro
TERAMO. Debiti e bollette in aumento, crescita del costo de personale e diminuzione degli investimenti. La lista civca di maggioranza “Teramo vive” traccia un bilancio disastroso dell’attività del Ruzzo negli ultimi sei anni. I dati, secondo l’assessore Valdo Di Bonaventura e i consiglieri Piergiorgio Passerini e Paolo Di Sabatino, smentiscono i sindaci che hanno votato la conferma della presidente Alessia Cognitti e del suo vice Alfredo Grotta, con l’inserimento nel consiglio di amministrazione di Alberto Fagotti, adducendo il «buon lavoro svolto» del Cda uscente. «Risponderanno alle loro comunità», osserva “Teramo vive” che dunque condivide in pieno le contestazioni mosse dal primo cittadino Gianguido D’Alberto alla gestione dell’acquedotto del Ruzzo.
«Riguardo all’indebitamento netto dell’azienda, ad esempio, si passa dagli 87 milioni di euro del 2013 ai circa 94 milioni del 2018», segnala il gruppo politico, «con un aumento dei debiti di 7 milioni pari al 7,8 per cento in più». La crescita degli investimenti di 13, 5 milioni sarebbe condizionato invece da contributi regionali per 48 milioni. «Con i soli mezzi propri, negli anni dal 2009 al 2012, sono stati investiti nella rete 30,25 milioni», fa notare la lista civica, «mentre nell’era Forlini di cui questa amministrazione si è dichiarata in continuità, gli investimenti sono stati di soli 17,5 milioni di euro in sei anni, praticamente dimezzati». Consistente, al contrario, è stato l’incremento delle bollette e dei relativi ricavi. «Sono passati dai 36,4 milioni del 2013 ai 40,7», si legge nella nota di “Teramo vive” che concentra l’attenzione anche sulle «partite tariffarie pregresse, più che raddoppiate da 2,7 milioni nel 2013 a 5,6 nel 2018». In costante aumento sarebbe anche la spesa per il personale. Questa risulterebbe lievitata «fino ai 14,15 milioni di euro del 2018 dagli 11,4 milioni del 2013, ai quali aggiungere il costo del servizio degli interinali, voce cresciuta nello stesso periodo dai 7 ai 9,8 milioni».
L’esborso per il personale è destinato a crescere ulteriormente, rileva la lista civica, dopo l’approvazione del piano «che prevede ulteriori 63 assunzioni, che si sommeranno ai 198 dipendenti e ai circa 85 interinali, che superano di parecchio il limite previsto dall’ente regionale di controllo sul servizio idrico, oltre che dalle logiche di equilibrio economico-finanziario di buona gestione dell’azienda».
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