«Terapia intensiva neonatale? Non arriva, inutile illudersi»
TERAMO. Terapia intensiva neonatale: serve davvero, ma soprattutto arriverà al Mazzini? «No, non abbiamo speranze, inutile illudersi». Lapidaria è stata la risposta del primario di ostetricia e...
TERAMO. Terapia intensiva neonatale: serve davvero, ma soprattutto arriverà al Mazzini? «No, non abbiamo speranze, inutile illudersi». Lapidaria è stata la risposta del primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale cittadino Anna Marcozzi a margine della cerimonia di consegna dei doni dei vigili del fuoco al reparto di pediatria del Mazzini. Anna Marcozzi ha spiegato come il decreto parli di una terapia intensiva neonatale per una popolazione che va dai 600mila a un milione e 200mila abitanti. «Noi in Abruzzo ne abbiamo addirittura tre», ha aggiunto, «per cui almeno una dovrebbe chiudere».
Come ci si organizza dunque per le emergenze? Anna Marcozzi spiega: «Al di là delle Tin, in genere come regola generale c’è una rete di emergenza-urgenza che provvede a venire a prendere il bambino problematico e a portarlo nella terapia intensiva neonatale di riferimento. Al Mazzini per quel riguarda la rete del trasporto neonatale non è ancora a regime, anche perché questo comporta investimenti, assunzioni, ambulanze».
Ma c’è una soluzione alla “rovescia”: «Nel momento in cui prevediamo un parto a rischio, o qualora non dovessimo fare in tempo a trasferire la mamma nel punto nascita di secondo livello, chiameremo la “Tin” e l’equipe con i neonatologi e l’ambulanza attrezzata verranno direttamente qui in ospedale, potranno assistere al parto se riusciremo a concertare i tempi e il bambino, una volta stabilizzato, potrà essere poi trasferito», conclude Anna Marcozzi, «e trattato nell’ospedale che ospita la terapia intensiva». (m.d.t.)
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