Terapia sub-intensiva, Giulianova darà altri 20 posti

27 Novembre 2020

GIULIANOVA. Visita del direttore sanitario della Asl di Teramo, Maurizio Brucchi, ieri, all’ospedale “Maria Santissima dello Splendore” di Giulianova. Brucchi, accompagnato dal sindaco Jwan...

GIULIANOVA. Visita del direttore sanitario della Asl di Teramo, Maurizio Brucchi, ieri, all’ospedale “Maria Santissima dello Splendore” di Giulianova. Brucchi, accompagnato dal sindaco Jwan Costantini, dall’assessore Marco Di Carlo e da Paolo Calafiore del gruppo di lavoro Covid della Asl teramana, per ispezionare gli interventi che stanno interessando il padiglione ovest della struttura sanitaria, per la realizzazione del percorso Covid e di un reparto di Terapia sub-intensiva.
«Il nostro ospedale si sta preparando ad affrontare una eventuale richiesta di posti letto per accogliere i pazienti Covid», dichiara il sindaco Costantini, «ma il direttore Brucchi ci ha assicurato che non tutta la struttura verrà allestita per l’emergenza. Il reparto di Cardiologia resterà funzionante per garantire l’assistenza sanitaria quotidiana e per questo si sta studiando un percorso “pulito” che possa lasciare questo spazio indenne e utilizzabile in tutta sicurezza. Come noi anche gli ospedali di Teramo ed Atri stanno facendo la loro parte. Abbiamo necessità di reperire almeno 20 posti di Terapia sub-intensiva e per ottemperare a questa urgenza si sta procedendo allo smantellamento del reparto di Ortopedia, perché in adiacenza a quello di Rianimazione. Per quanto riguarda Chirurgia, tutti gli interventi programmati sono stati rinviati mentre per alcuni ci si è affidati all’ospedale di Sant’Omero. Verranno effettuate unicamente le operazioni considerate urgenti. Brucchi», conclude Jwan Costantini, «ci ha rassicurato che, quando l’emergenza sarà finita, ogni ospedale della provincia tornerà ad essere il punto di riferimento sanitario della comunità. Ringraziamo la Asl che ci sta assistendo con l’arrivo di medici e macchinari e tutto il personale sanitario della nostra struttura ospedaliera che, ancora una volta, ci rende orgogliosi».