Tercas, i revisori restano fuori dall’azione civile
Il tribunale del riesame dell’Aquila conferma che i revisori dei conti della Tercas dell’era Di Matteo non possono essere coinvolti nell'azione di responsabilità avviata dall’ex commissario della...
Il tribunale del riesame dell’Aquila conferma che i revisori dei conti della Tercas dell’era Di Matteo non possono essere coinvolti nell'azione di responsabilità avviata dall’ex commissario della banca Riccardo Sora contro l’intera ex dirigenza: è stata infatti rigettata per la seconda volta la richiesta di sequestro conservativo dei beni presentata nello scorso luglio. La responsabilità dei sindaci revisori non è la stessa degli amministratori. E' questa ancora una volta la motivazione su cui i giudici hanno lasciato liberi da vincoli i beni di Luca Di Eugenio, Simona Conte, Gianfranco Scenna, Massimo Dell'Orletta e Luigi Montironi. «Gli amministratori, in particolar modo quelli esecutivi, hanno il compito di effettuare le scelte, in materia di organizzazione e di gestione, mentre i sindaci devono limitarsi ai doveri di vigilanza...», scrivono i giudici, che riferendosi alle operazioni che hanno causato il crac di Tercas aggiungono: «Non è chiaro quale sia stato il ruolo specifico dei sindaci e soprattutto quale l'incidenza concreta che il loro comportamento abbia avuto in relazione ai danni conseguenti alle singole operazioni». La vicenda viene dunque rinviata al giudizio di merito in programma a primavera.

