Tercoop alle corde per tasse arretrate

10 Dicembre 2016

Il Comune chiede 60mila per la gestione dei parcheggi Iachini: «Non abbiamo più soldi, così ci fanno fuori»

TERAMO. Un'ingiunzione di pagamento da 60mila rischia di mettere definitivamente in ginocchio la Tercoop. A inviarla è stato l'ufficio tributi del Comune per la riscossione parziale del debito accumulato dalla coop, che gestisce i parcheggi a pagamento in centro, sulla tassa di occupazione del suolo pubblico non versata dall'estate 2014. «Abbiamo sospeso i pagamenti», spiega il presidente della Tercoop Leo Iachini, «perché la riduzione degli stalli a noi affidati, decisa dall'ente senza tener conto dell'equilibrio economico del servizio, ha ridotto i ricavi dissanguandoci».

La cooperativa, i cui 28 soci lavoratori hanno già rinunciato a ferie retribuite e accantonamenti per i Tfr, si è trovata ulteriormente in difficoltà, accumulando un dedito di circa 300mila euro. «Nonostante questo non saremmo indebitati», fa rilevare Iachini, «se alla scadenza del nostro incarico, il Comune non lo avesse prorogato per ben quattro anni senza aggiornare gli importi ». Oltre all'illegittimità della procedura, che non avrebbe consentito prolungamenti, la coop ha dovuto scegliere, proprio per mancanza di risorse, tra il pagamento delle tasse e quello degli stipendi. Ha optato per la seconda ipotesi e così si è creato il buco. Per risolvere il problema, tra l'altro, è stata anche avviata una trattativa al tavolo di conciliazione aperto dalla Provincia. «Abbiamo proposto diverse soluzioni per estinguere il debito quando ancora era di modesta entità», tiene a precisare Iachini, «ma tutte sono state ignorate».

Senza il rientro dalla posizione debitoria, tra l'altro, la coop non potrebbe partecipare alla gara per il rinnovo della gestione delle "strisce blu" tramite i parchimetri. «Ci sono i presupposti per una transazione tra il debito e i cospicui danni economici che abbiamo subìto», chiarisce Iachini, «il sindaco Maurizio Brucchi non ha escluso questa eventualità, ma l'ingiunzione rischia di farci fuori». I sindacati, che siedono al tavolo di conciliazione, puntano sull'obbligo di riassorbimento degli operatori in caso di subentro di una nuova società nella gestione dei parcheggi. L'inserimento di questa clausola nel bando di gara, a detta di Iachini, sarebbe comunque inefficace. «Il nuovo gestore, per trarre utili dall'attività, sarebbe in ogni caso costretto a ridimensionare il personale», conclude il presidente, «la nostra proposta, che garantisce altri servizi insieme alla custodia dei parcheggi, è l'unica in grado di salvaguardare i lavoratori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA