Terminati i lavori al Milli recuperate quindici aule

24 Agosto 2017

In parte saranno destinate ad ospitare gli studenti dell’Ipsia Marino La prossima settimana bando di gara per il miglioramento sismico del Comi

TERAMO. Sono stati completati i lavori al liceo Milli di via Carducci a Teramo, un intervento che ha recuperato all’uso l’ultimo piano dove saranno sistemate 15 aule. Ieri mattina il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e il consigliere delegato all’edilizia scolastica Mirko Rossi hanno incontrato la dirigente scolastica dell’Iti e dell’Ipsia di Teramo nonché reggente del Milli Stefania Nardini per un confronto sulle proposte alle quali stanno lavorando i tecnici dell’ente dopo la decisione di chiudere l’istituto professionale per l’industria e l’artigianato “Marino”. Com’è noto, infatti, la Provincia, dopo che sia gli studi di vulnerabilità sismica sia le indagini statiche hanno dato un risultato non soddisfacente con numerosi parametri negativi, ha deciso di chiudere l’Ipsia e di trasferire altrove gli studenti. La Provincia, inoltre, ha deciso di chiudere anche l’Ipsia Pagliaccetti di Giulianova sempre per motivi di sicurezza. «Bisogna trovare sedici aule che contiamo di recuperare fra il Milli e l’Iti, naturalmente si tratta di soluzioni temporanee perché il recupero del Comi di viale Bovio ci consentirà di poter contare su ampi spazi e di ripensare la collocazione degli istituti sulla base delle esigenze emerse in questi anni: dalla necessità, prioritaria, di garantire la sicurezza a quella di pianificare in maniera più logica l’uso delle strutture esistenti sulla base dell’andamento delle iscrizioni», ha dichiarato a margine della riunione il presidente della Provincia. Per quanto riguarda l'Ipsia Marino, come sottolineato dallo stesso Di Sabatino, saranno i tecnici a valutare se ci sono le condizioni per recuperare la struttura con un intervento di ristrutturazione e di adeguamento.
La prossima settimana, come spiega Mirko Rossi, andrà in gara il progetto di miglioramento sismico del Comi«che porterà l’indice di vulnerabilità sismica dell’intera struttura del corpo più antico, quello frontale, allo 0,80. Qui recuperiamo uno spazio “sicuro” per una popolazione studentesca di circa oltre 800 persone. Un intervento significativo, quindi, non un semplice restyling, che sarà realizzato nei prossimi mesi».