Terremoto, a Torricella il sindaco cerca case per ospitare gli sfollati

20 Settembre 2016

Chi è rimasto senza abitazione non vuole lasciare il paese ma è difficile trovare alloggi adeguati A Crognaleto appello del primo cittadino: «Subito i fondi per la messa in sicurezza della frana»

TORRICELLA SICURA. «Il Comune di Torricella Sicura cerca case agibili e disponibili per fronteggiare l’emergenza sisma»: è questo l’appello fatto ieri mattina dal sindaco Daniele Palumbi per affrontare il problema dell’autonoma sistemazione degli sfollati che c’è nel comune di Torricella ma anche in tanti altri centri teramani colpiti dal sisma del 24 agosto.

Il primo cittadino di fronte agli oltre venti residenti rimasti senza casa, un numero che cresce ogni giorno con l’aumentare delle ordinanze di inagibilità, ha chiesto il supporto di chi ha «un'unità immobiliare destinata ad abitazione, agibile e in condizione d’uso». «E’ un problema reperire case a Torricella», afferma Palumbi, « anche perché i miei concittadini sfollati non vogliono andare via dal paese e alle strutture ricettive preferiscono l’autonoma sistemazione». Quello che preoccupa il primo cittadino è anche la situazione del municipio, una costruzione degli anni Sessanta con materiali e criteri dell'epoca dove hanno sede anche altri enti che ha riportato lesioni.

Dalle verifiche fatte dai tecnici della Protezione civile le lesioni non sono risultate gravi e il palazzo è agibile, ma Palumbi non nasconde la sua preoccupazione. «Le prove al calcestruzzo del municipio hanno rivelato che alcuni pilastri hanno una resistenza molto bassa e inferiore alle disposizioni di legge», prosegue Palumbi, «questo è un problema non di poco conto che deve essere affrontato il prima possibile e che sollevo agli organi preposti, soprattutto alla Regione nei cui uffici giace un progetto di adeguamento sismico dell’edificio di 700.000 euro reso esecutivo nel 2013, ma mai finanziato».

E per far rientrare nelle proprie abitazioni gli sfollati di Crognaleto che erano stati evacuati per il rischio di caduta massi da un costone di roccia che domina il paese, il sindaco Giuseppe D’Alonzo è in attesa di risorse finanziarie. «La messa in sicurezza del costone che permetterebbe il rientro dei miei concittadini nelle proprie case è un'azione prioritaria», dichiara D’Alonzo, «peraltro spero che la situazione non peggiori con la pioggia di questi giorni che potrebbe incidere negativamente sul distacco dei massi».

A Cortino, invece, sono 77 le abitazioni private dichiarate inagibili e una cinquantina gli sfollati residenti. Un numero a cui devono essere aggiunti gli esiti dei sopralluoghi in sei frazioni ancora da controllare. A Rocca Santa Maria su 150 richieste di sopralluogo sono state effettuate 90 verifiche. Le ordinanze di inagibilità totale delle abitazioni sono 23 con otto residenti sfollati ospitati in alberghi o da parenti e per cui presto si dovrà provvedere a un' autonoma sistemazione.

Adele Di Feliciantonio

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