Terremoto, firmate dal sindaco sei ordinanze di sgombero
I provvedimenti, pubblicati sull’albo pretorio del Comune, emanati in seguito a sopralluoghi richiesti il mese scorso dagli stessi proprietari delle case giudicate dai tecnici “non utilizzabili”
GIULIANOVA. Non solo le scuole, ma anche alcune le abitazioni private hanno risentito pesantemente delle scosse sismiche degli ultimi mesi, a partire da quella del 24 agosto. Nonostante sia passato già parecchi tempo dalle ultime forti scosse – quelle che per intensità avrebbero potuto procurare danni rilevanti – è di ieri la notizia che il sindaco ha firmato sei ordinanze di sgombero per altrettanti edifici ritenuti “non utilizzabili” in seguito alle verifiche tecniche effettuate nei giorni scorsi
Si tratta di appartamenti, o altro tipo di unità immobiliari, situati in via Nazario Sauro, piazza della Libertà, via Bindi, viale dello Splendore, Case di Trento, via del Popolo. Le sei ordinanze sono state firmate il giorno 6 marzo e ieri sono state pubblicate sull’albo pretorio on line del Comune di Giulianova.
Tutte le ordinanze fanno riferimento alle richieste di sopralluogo presentate dai proprietari degli immobili il 22 febbraio scorso, alle quali sono seguiti i controlli dei tecnici – del tipo “Fast”, cioè un’analisi sommaria dei danni – che hanno dato tutti lo stesso esito: «edificio non utilizzabile».
Conseguenza obbligata da parte del Comune l’emanazione dell’ordinanza di sgombero, in cui si prevede anche l’impiego della forza pubblica nel caso in cui i proprietari e gli occupanti delle case non intendessero rispettare l’ordinanza stessa.
Che prevede anche l’obbligo per i proprietari «di far effettuare una verifica approfondita dell'immobile a mettere in atto tutti i lavori di assicurazione che il caso richiede a salvaguardia della pubblica e privata incolumità, nonché conseguentemente a produrre idonea relazione di riscontro degli adempimenti posti in essere, il tutto a firma di tecnico abilitato». Si tratta comunque di formule standard, presenti in tute le ordinanze di questo genere. Nel testo del provvedimento si ricorda anche che i destinatari dell’ordinanza possono fare ricorso al prefetto entro trenta giorni dalla notifica. (red.te.)
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