Terremoto, Fracassa all’attacco: «È fermo l’ufficio speciale»

25 Giugno 2017

L’assessore: il Comune ha smaltito 5.700 verifiche, loro non fanno niente per riportare mille teramani in città

TERAMO. Sul terremoto il Comune di Teramo sta facendo alla grande la propria parte, lo stesso però non si può dire degli organismi superiori che si occupano di ricostruzione. È quanto sostiene Franco Fracassa, assessore comunale ai lavori pubblici. L’occasione è la risposta del Comune alla lettera aperta del comitato genitori scuole sicure, che lamentava ritardi nelle verifiche di vulnerabilità sismica sulle scuole e chiedeva certezze al riguardo.
Fracassa dice: «Queste verifiche stanno rientrando, non tutte insieme perché ogni ingegnere ha avuto un incarico singolo dal nostro dirigente. Ci sono certamente stati dei ritardi sui carotaggi perché questi producono rumore e polvere e i tecnici potevano operare solo quando i bambini non erano a scuola. La prossima settimana faremo il punto e solleciteremo i ritardatari. Poi però, una volta rientrate queste verifiche, vediamo se lo Stato è pronto a intervenire. Le verifiche le deve pagare lo Stato, tutto fa pensare che ci sarà la copertura economica anche per gli adeguamenti: ce lo auguriamo. Il comitato genitori dovrebbe preoccuparsi più di questo».
La paura che i soldi dall’alto arrivino a singhiozzo è rinforzata dal recente intoppo sui contributi di autonoma sistemazione per gli sfollati. Fracassa: «A Teramo abbiamo adottato il sistema di pagare due mensilità insieme, ma abbiamo avuto copertura solo per aprile e dovevamo pagare anche maggio. I soldi di maggio non li abbiamo, non ci sono stati versati».
Fracassa rivendica un enorme lavoro fatto dal Comune per le verifiche sugli immobili privati lesionati. «Ne abbiamo fatte 5.700, un risultato unico nel centro Italia, abbiamo finito e ne siamo orgogliosi. Con le nostre sole forze, il nostro personale che ha lavorato anche nei festivi, abbiamo coordinato ogni giorno cinque-otto squadre per Aedes e Fast. Decisivo l'accordo con gli amministratori di condominio, che ci facevano trovare il palazzo da verificare tutto aperto. Ora», è l’affondo di Fracassa, «la stessa efficienza la chiediamo all'Usr (ufficio speciale ricostruzione, ndr). Ci sono le case B da sistemare: in pochi mesi rientrerebbero a Teramo oltre mille persone. Se non le riporti entro un anno, fai chiudere i negozi e distruggi il tessuto sociale. L'ufficio a mio avviso è fermo, non sta operando per quello che dovrebbe. Non sappiamo neanche quanta gente e con quali competenze ci sta lavorando, manca un sito in cui illustrare tutte le informazioni utili al cittadino mentre in Umbria. Marche e Lazio questi portali li hanno. E' un ritardo infinito, allucinante. La normativa prevede un accordo tra l'ufficio e i singoli Comuni per capire cosa deve fare ciascuno. Bene, finora di questi accordi non ne è stato firmato nessuno».(d.v.)
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