Terremoto, previsti tremila sfollati a Teramo

24 Dicembre 2016

Controllati solo un terzo degli edifici lesionati e quelli inagibili sono già 484 Quasi mille persone costrette a cambiare casa, altre 164 sono negli alberghi

TERAMO. Non è ancora finita. Anzi, il conto alla fine sarà molto più salato. La previsione lascia tutt’altro che ben sperare, nonostante il clima natalizio, per il bilancio definitivo dell’emergenza creata dal sisma in città. Lo dice chiaramente il sindaco Maurizio Brucchi: «I danni sono già tanti e purtroppo aumenteranno ancora». Conti alla mano, il calcolo degli effetti dello sciame sismico sul patrimonio edilizio città sono a meno di un terzo del totale.

Se la proporzione tra verifiche e dichiarazioni d’inagibilità manterrà questo ritmo, il bilancio definitivo sarà pesatissimo. Teramo si ritroverà con 1.500 edifici messi fuori gioco dal sisma e circa 3.000 persone, approssimando per difetto, costrette ad abbandonare le loro case per trasferirsi altrove. Il calcolo è empirico, ma si basa sui dati attualmente elaborati dal centro di coordinamento comunale che sta gestendo le pratiche dell’emergenza. Finora sono stati fatti 1.385 accertamenti su 4.233 richieste. In 1.057 casi i controlli hanno dato riscontri da parte delle squadre della Protezione civile sfociati in 482 dichiarazioni d’inagibilità totale o parziale.

Le ordinanze di sgombero hanno riguardato 1.418 persone, di cui 981 usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione e 184 si sono trasferite in albergo. Basta leggere questi numeri, insomma, per capire che finora è emersa solo la punta dell’iceberg: la massa dei danni sarà molto più grande. «Il lavoro è appena iniziato», sottolinea il sindaco, «non abbiamo subìto crolli importanti, non ci sono state vittime, ma il terremoto questa volta ha colpito duramente il nostro territorio».

Il quadro della situazione è ancor più preoccupante se alle conseguenze registrate dalle abitazioni si sommano gli effetti dello sciame sismico sugli edifici pubblici. «C’è un patrimonio Ater da ricostruire», osserva il sindaco, «così come uffici e altre strutture a servizio della collettività». La priorità andrà comunque alle scuole. «Bisogna affrontarla in modo diverso», ammette Brucchi che martedì avrà un nuovo incontro con il commissario per la ricostruzione Vasco Errani al quale consegnerà le prime idee progettuali sui possibili interventi da realizzare, Nel frattempo è stato avviato il bando per la selezione di tecnici abilitati che saranno chiamati a completare le verifiche di resistenza sismica nelle scuole ancora sprovviste di questa certificazione. «Bisogna collaborare, le istituzioni si devono mettere al servizio senza fughe in avanti», è l’appello lanciato dal primo cittadino, «fare i primi della classe in questo momento non serve a nulla». Parole che si riallacciano anche alla recente bocciatura in consiglio comunale del progetto della funivia.

«Dobbiamo riscrivere la città a quattro mani, non mi stancherò mai di ripeterlo», insiste il sindaco, «gli altri ci devono stare vicini e collaborare per far partire la ricostruzione il prima possibile partendo dagli interventi prioritari, dalle scuole». Proprio l’entità dei danni già riscontrati fa dire a Brucchi che finora l’emergenza è stata gestita nel migliore dei modi. «Abbiamo evitato l’installazione di casette che nel lungo periodo diventano un problema», chiarisce, «tutte le famiglie che hanno perso la casa sono state sistemate altrove». Il sindaco ci tiene a sottolineare che ieri l’ufficio ragioneria ha fatto gli straordinari per versare il contributo di autonoma sistemazione a 310 nuclei familiari sfollati a chi spettava la quota mensile: in totale saranno versati nei prossimi giorni 188mila euro. «È stato fatto un grande lavoro», evidenzia Brucchi, «abbiamo affrontato il sisma con tanta paura ma anche con determinazione».

Il sindaco ricorda i momenti difficili della prima emergenza in pieno sciame sismico. «La macchina ha risposto», fa notare, «gestendo centinaia di sfollati rimasti fuori casa per timore o per necessità». A chi ha perso l’abitazione va l’ultimo pensiero del sindaco: «Per loro sarà un Natale diverso, hanno tutto il mio affetto, vicinanza e comprensione».

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