Terreno invaso da letame: scatta l’allarme sui liquami

7 Dicembre 2021

Atri, i residenti chiedono la bonifica: «Minacciate case, coltivazioni e rete idrica» Appello all’ente proprietario dell’area e alle istituzioni: è urgente un intervento

ATRI. Allarme percolato vicino le condotte dell’acquedotto Aca sulla strada provinciale 27 Casoli-Scerne. A lanciare l’allerta è il Comitato cittadino difesa del territorio di Atri che, con tanto di reportage fotografico, ha evidenziano come sia sparso da tempo su una fetta di territorio un’enorme quantità di letame che compromette la salubrità di aziende locali e abitazioni. «Oramai è emergenza ambientale ad Atri», afferma il comitato, «c’è una vera e propria discarica di letame spalmata su un terreno di oltre duemila metri quadrati a due passi da abitazioni, terreni agricoli regolarmente coltivati e dai canali di scolo dell’acqua piovana e dalle condotte di irrigazione».
Secondo i cittadini il problema in quella zona esiste da anni. «Uno scandalo sotto la luce del sole, davanti gli occhi di tutti, a partire dalle istituzioni cittadine, provinciali e regionali, e al quale nessuno si preoccupa di porre rimedio», affermano, «l’accesso nella zona in questione è dalla strada provinciale 27 Casoli-Scerne prima dell’attraversamento della galleria dell’autostrada, svoltando a destra dopo via degli Orti, arrivando da Torre San Rocco. Il letame accumulato sui terreni, a causa delle piogge, ha dato vita ad un fiume di percolato che si sta disperdendo in aree coltivate a biologico, e sta raggiungendo il canale di scolo di acque piovane e di irrigazione».
Il comitato evidenzia, inoltre, che «il gigantesco accumulo è stato realizzato sopra una delle condotte principali dell’Aca che rifornisce le città di Atri, Pineto e Silvi. Il terreno non sta assorbendo più a causa delle condizioni meteo e i pantani si stanno trasformando in veri e propri laghi pericolosi per l’ambiente e la salute umana».
Il comitato «costituitosi per la difesa del territorio di Atri, chiede di scrivere la parola fine a tale situazione e sollecita l’immediato intervento di tutte gli enti preposti per la bonifica e la rimozione di quella discarica di letame, con la delimitazione del terreno e l’individuazione dei responsabili, perché non è pensabile accettare la costrizione di decine e decine di famiglie a convivere a fianco a colline di feci lasciate a due passi da casa, con gli immaginabili miasmi». I cittadini si chiedono «come mai l’ente Ricciconti, proprietario del terreno, non faccia nulla né per fermare tale scempio né tanto meno far bonificare il materiale». Il comitato si riserva, dunque, di inviare la richiesta di bonifica agli organi competenti per l’individuazione dei responsabili dell’azione che, a suo dire, crea danni gravi al territorio.
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