Tesoreria, un costo in più per il Comune

Servizio alla Popolare di Bari, ma non sarà gratuito come in passato: l’ente pagherà 40mila euro e il 4% sullo scoperto
TERAMO. Non sarà più gratuito il servizio di tesoreria del Comune. L’ente l’ha riaffidato nei giorni scorsi a seguito della gara d’appalto a cui ha partecipato un solo concorrente: la Banca Popolari di Bari che già affiancava l’amministrazione cittadina da quando ha rilevato la Tercas.
L’istituto di credito si è assicurato il servizio per il prossimo quinquennio con un punteggio di 53 su 100 relativa all’offerta tecnica ed economica calibrata sullo schema di convenzione adottato dal consiglio comunale ad aprile dell’anno scorso. Rispetto al passato, però, la gestione della tesoreria avrà un costo a carico dell’ente. Quest’ultimo, infatti, dovrà versare una quota annuale di 40mila euro, già impegnata dal settore finanziario per il 2018, a cui si aggiungerà un tasso d’interesse del 4% sullo scoperto. In pratica il Comune si farà carico di un ulteriore esborso innescato dalla cosiddetta anticipazione di cassa, per la quale l’amministrazione ottiene dalla banca le somme che in futuro prevede di incassare dai tributi locali. Se dunque la Popolare di Bari anticiperà all’ente dieci milioni di euro, somma più o meno corrispondente allo scoperto registrato negli ultimi anni, dalle casse comunali dovranno uscire 400mila euro a titolo di interessi passivi.
Si tratterà, insomma, di una mazzata aggiuntiva alle già precarie finanze dell’amministrazione cittadina costretta ad affrontare entrate sempre più risicate e spese da ridurre all’osso. A quanto pare, però, quest’aggravio sarebbe stato inevitabile perché, in confronto ad epoche di maggiore floridezza dei conti, il servizio non risulta più remunerativo per chi lo gestisce. In passato era la banca a versare un contributo economico al Comune per la tesoreria, da quest’anno invece i ruoli saranno invertiti. I costi del riaffidamento del servizio sono finiti al centro della polemica politica proprio in occasione del varo dello schema di convenzione da parte del consiglio comunale. In quella sede, infatti, l’opposizione ha contestato l’aumento dei costi a carico dell’ente e anche dalla maggioranza, poi deflagrata al momento della caduta dell’amministrazione, sono affiorate non poche perplessità sull’operazione. A detta di sindaco e giunta, però, non ci sarebbero state altre soluzioni, considerato che il problema del costo del servizio non riguarderebbe solo Teramo ma tutti gli enti locali alle prese con problemi di liquidità. Resta il fatto che, in un periodo di contrazione delle spese, con il commissario Luigi Pizzi impegnato in una radicale revisione della spesa proprio per contenere l’anticipazione di cassa, il Comune dovrà sostenere costi che finora non aveva dovuto mettere in conto per il servizio di tesoreria nei cinque anni successivi alle elezioni di giugno.
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