Test antidroga falsati, chiesto il processo

La Procura accusa un infermiere del pronto soccorso e un automobilista: «Scambio di provette dietro pagamento»
GIULIANOVA. La Procura chiede il processo per i due indagati nell’inchiesta sullo scambio di provette per i test antidroga. Il pm Davide Rosati ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per l’infermiere dell’ospedale di Giulianova Ludovico Domenico Delle Vergini (sospeso dalla Asl dopo il fatto) e per l’automobilista Pietro Santomieri da un cui controllo è scattata l’indagine (entrambi gli indagati sono residenti a Giulianova). Ora la parola passa al gup che dovrà stabilire se rinviarli a giudizio o disporre il non luogo a procedere. Le accuse contestate vanno dalla corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio al favoreggiamento fino alla falsità in atto pubblico. Nei confronti dei due a novembre scorso sono stati emessi altrettanti obblighi di dimora nel comune di residenza. Secondo l’accusa della Procura l’infermiere in cambio di soldi avrebbe scambiato o fatto sparire le provette di sangue di automobilisti drogati o ubriachi che così avrebbero evitato delle sanzioni. L’indagine è nata dal fiuto investigativo degli agenti del distaccamento giuliese della polstrada di Giulianova (guidati da Antonello Giusti) insospettiti dal fatto che per numerosi tamponi salivari risultati positivi (di quelli usati nei controlli stradali per verificare l’uso di alcol o droga da parte degli automobilisti) il riscontro successivo fatto con il prelievo di sangue in ospedale risultasse sempre negativo. Un sospetto che ha fatto scattare controlli e accertamenti. Quest’ultimi, fatti anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno consentito di verificare il meccanismo con cui, secondo l’accusa della Procura, l’infermiere scambiasse dietro pagamento le provette dei test antidroga di automobilisti trovati positivi a stupefacenti e alcol. Le nuove disposizioni introdotte dal codice della strada, infatti, stabiliscono che, in presenza di un tampone salivare positivo, l’automobilista venga inviato in ospedale e qui sottoposto al prelievo di un campione di sangue per i successivi accertamenti. Le indagini sono scattate quando ad un controllo stradale è stato fermato un uomo. Il tampone salivare a cui è stato sottoposto è risultato positivo alla cocaina e così è scattata la trafila: il prelievo di sangue in ospedale. Ed è qui, secondo gli investigatori, che c’è stato lo scambio della provetta.
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