Testata a una ragazza, carabiniere multato

18 Aprile 2015

Il giudice gli contesta solo le lesioni semplici e lo assolve dalle accuse di minacce e violenza privata

TERAMO. Era finito a processo per lesioni personali aggravate, ingiurie e violenza privata perchè, secondo l’accusa, lui – un carabiniere in quel momento fuori servizio – avrebbe colpito con una testata al volto una ragazza che stava discutendo con la figlia. Ieri il giudice monocratico Roberto Veneziano lo ha assolto dalle accuse di violenza privata e minacce e derubricato le lesioni aggravate in lesioni semplici condannandolo per questo reato e per ingiuria al pagamento di una multa di 1200 euro. Con il 54enne carabiniere Domenico Galati, era imputata, ma solo relativamente alle accuse di ingiuria e violenza privata, anche la moglie Lilia Chen che è stata assolta dall’accusa di violenza privata e condannata al pagamento di una multa di 600 euro per ingiurie. Il militare, assistito dall’avvocato Gianni Falconi, ha sempre respinto ogni accusa riconoscendo l’esistenza di un alterco verbale ma non l’aggressione fisica. La ragazza ferita si è costituita parte civile e nel processo è stata rappresentata dall’avvocato Duccio Araclio. I fatti si sono verificati nel 2011 in una strada di San Nicolò a Tordino. Così li ha descritti il pm Davide Rosati nell’avviso di conclusione delle indagini: «In concorso tra loro, al fine di costringere la ragazza che stava discutendo animatamente sulla pubblica via con la figlia dei prevenuti, ad allontanarsi, usavano minaccia, consistita nel tenere un atteggiamento intimidatorio ed aggressivo e nel proferire nei confronti della ragazza le frasi: «Tu che ci stai a fare, te ne devi andare, sei una cretina, la devi smettere, te la faccio pagare, sei una p.» e violenza consistita nel colpire con una testata al volto la parte offesa così intenzionalmente cagionandole la frattura delle ossa nasali guarite in cinquanta giorni».(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA