«Ti taglio la testa»: marito violento a giudizio

L’uomo accusato di aver picchiato la donna davanti alla figlia e di averla mandata in ospedale
TERAMO. I numeri continuano ad essere da bollettino di guerra, soprattutto dopo l’entrata in vigore della legge 69 del 2019, nota come “Codice Rosso” a tutela delle donne e di chi deboli subisce violenze, atti persecutori e maltrattamenti. I fascicoli che ogni giorno approdano nelle aule di giustizia sono sempre di più e per capire quale possa essere la portata del fenomeno basta il ruolo di un’udienza preliminare: su dieci udienze la metà riguarda maltrattamenti. L’ultimo caso è quello di un egiziano residente a Teramo da anni rinviato a giudizio per aver picchiato la compagna davanti alla figlia piccola, averla cacciata fuori casa dicendole che aveva trovato un’altra campagna, averla minacciata di morte «Se torni a casa ti taglio la testa». L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Lorenzo Prudenzano che ha disposto, in sostituzione del carcere, gli arresti domiciliari. La donna, rappresentata dall’avvocato Domenico Giordano, si è costituita parte civile.
I fatti, secondo l’accusa della Procura, sono avvenuti tra il 2019 il 2022. Nel corso di uno degli episodi di maltrattamento l’uomo avrebbe afferrato la donna per i capelli scaraventandola a terra, provocandole lesioni giudicate guaribili in venti giorni. «Dopo averla afferrata per i capelli e gettata a terra», si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, «mediante violenza e minaccia consistita nel proferirle le frasi “Se torni a casa ti taglio la testa” o “Sei morta”, costringeva la donna ad uscire di casa, minacciandola di non fare più rientro in quanto ormai aveva trovato un’altra compagna». L’uomo, nel frattempo, ha subito un altro procedimento per aver violato il divieto di avvicinamento alla donna. E nel frattempo è stata aperta un’altra indagine che vede coinvolto il proprietario di casa dell’abitazione della coppia accusato di stalking per aver in più occasioni avvicinato la donna per convincerla a ritirare la querela.(d.p.)

