Timbrature illegali alla Asl D’Ostilio si difende in aula

22 Ottobre 2016

TERAMO. «Ho sempre fatto il mio dovere e mi sono sempre mosso nel pieno rispetto delle norme. Per tutti gli spostamenti sono sempre stato autorizzato dalla Asl». Si difende così Sergio D’Ostilio,...

TERAMO. «Ho sempre fatto il mio dovere e mi sono sempre mosso nel pieno rispetto delle norme. Per tutti gli spostamenti sono sempre stato autorizzato dalla Asl». Si difende così Sergio D’Ostilio, tecnico coordinatore del Sian (il servizio igiene alimenti e nutrizione della Asl) ed ex vice sindaco di Bisenti, imputato insieme ad altri quattro nel processo in corso per le presunte timbrature illegali all’azienda sanitaria. D’Ostilio è stato l’unico dei cinque che si è sottoposto all’esame e ieri mattina è comparso davanti ai giudici per rispondere alle domande. La procura gli contesta la truffa aggravata per aver timbrato il cartellino in un ufficio diverso dalla propria sede di lavoro. Tutto, secondo l’accusa del pm Davide Rosati, con un danno per l'azienda sanitaria. D'Ostilio, inoltre, è accusato anche di peculato per un presunto indebito utilizzo dell'auto aziendale che, sempre secondo la procura, avrebbe utsato. Gli altri imputati sono Marcello Volpi, tecnico della prevenzione del Sian, e Guido De Carolis, tecnico del servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro ed entrambi devono rispondere di truffa aggravata. Insieme a loro sono a processo anche il dirigente del Sian Maria Maddalena Marconi e il dirigente del settore prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro Valerio Benucci, che devono rispondere di concorso in truffa aggravata con gli altri imputati perché accusati di averli autorizzati illegittimamente a timbrare in altre sedi rispetto a quella di lavoro. Si torna in aula a febbraio.(d.p.)

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