Teramo

Tira un pugno al medico, paziente condannata a un anno e quattro mesi

15 Ottobre 2026

Teramo, il processo: sentenza con il rito abbreviato. Un anno e quattro mesi a una trentenne accusata di aver colpito uno psichiatra dell’ospedale Mazzini. Scatta la prima sentenza dopo la nuova normativa a tutela delle professioni sanitarie

TERAMO. Le emergenze sociali del Paese ogni giorno prendono forma nelle aule di tribunale trasformandosi in fascicoli, reati e tutele negate. E in un periodo in cui le aggressioni al personale sanitario negli ospedali italiani sono ormai sempre più frequenti con tanto di nuove leggi a tutela proprio degli operatori sanitari, a Teramo c’è una delle prime sentenze di condanna emesse dopo la nuova normativa entrata in vigore nel 2024.

Il caso è quello di una giovane donna teramana condannata a un anno e quattro mesi per aver colpito con un pugno uno psichiatra dell’ospedale Mazzini durante una visita. La sentenza, al termine di un rito abbreviato (quindi con la riduzione di un terzo della pena), è stata emessa dal giudice Roberto Veneziano. Il medico non si è costituito parte civile. La trentenne accusata di lesioni (difesa dall’avvocato Ciro Iaconi) era presente in aula. «La terapia prescritta non mi piaceva», ha detto al giudice, «e per questo ho colpito il medico con un pugno». La donna, in base a una perizia psichiatrica disposta per questo caso, è stata ritenuta capace di intendere e di volere e processualmente capace. In passato era stata sottoposta a un’altra consulenza per vicende diverse e secondo le risultanze di questa era stata ritenuta incapace di intendere e di volere.

I fatti per cui la trentenne è finita a processo si sono verificati nel 2025 nel reparto di psichiatra dell’ospedale teramano durante un ricovero della stessa. In occasione di una visita con il medico c’è stata l’aggressione con il pugno sferrato al volto del professionista. Per lui una prognosi di otto giorni . La legge contro le aggressioni al personale sanitario è in vigore dal novembre del 2024 con l’obiettivo di essere un ulteriore strumento di tutela in un momento di particolare emergenza. Le principali novità introdotte dalla normativa sono l’arresto obbligatorio in flagranza per chi commette lesioni personali ai danni di medici, infermieri e operatori sanitari e l'arresto in flagranza differita. In questo caso se l'aggressore non viene bloccato subito, ma è identificato tramite prove video, fotografiche o telematiche, può essere arrestato entro 48 ore dal fatto. Chi danneggia, distrugge o rende inservibili beni o strutture sanitarie (ospedali, ambulatori, cliniche) con violenza o minaccia rischia la reclusione da 1 a 5 anni e una multa fino a 10.000 euro (con pene aumentate se il fatto è commesso da più persone riunite).

Oltre a inasprire le azioni di contrasto per violenze personali al personale sanitario, a causa e nell'esercizio delle loro funzioni, la nuova legge colpisce anche le azioni di danneggiamento dei beni destinati all'attività sanitaria.

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