Tonnellate di detriti, vertice in municipio

24 Gennaio 2017

Il cosiddetto “spiaggiato”, soprattutto alla foce del Tordino, preoccupa per il rischio allagamenti

GIULIANOVA. Da venerdì della scorsa settimana i due fiumi che delineano i confini a sud ed a nord del territorio giuliese hanno scaricato in mare e conseguentemente su tutta le spiaggia tonnellate di materiale di varia natura. I detriti hanno ostruito in parte la foce del Tordino ed un po’ meno quella del Salinello. Per far fronte a questa ennesima emergenza – il “tappo” di detriti potrebbe causare allagamenti alla foce –il sindaco Francesco Mastromauro ha convocato per oggi alle ore 16 una riunione invitando gli operatori balneari, la Ecotedi, la Giulianova Patrimonio, i capigruppo consiliari di maggioranza, gli assessori Gian Luca Grimi e Fabio Ruffini.

Con le ultime mareggiate è tornato il micidiale “spiaggiato” in passato fonte di polemiche, esposti, denunce ed inchieste varie. Una riflessione si impone per comprendere i motivi del fenomeno che per l’ennesima volta sta interessando l’arenile giuliese, dalla battigia verso ovest. Nella settimana precedente a quella appena conclusa si erano verificate delle mareggiate di media entità, non significative per ciò che concerne il deposito di materiali lungo la fascia costiera. Nei giorni scorsi, con la “traversia del levante”, in concomitanza di eventi davvero eccezionali (venti forti, bufere di neve, tanta pioggia, allagamenti vari e scosse multiple di terremoto), il quadro è cambiato notevolmente. Infatti, la mareggiata, sorretta da un incisivo moto ondoso proveniente anche nella circostanza “da levante” e sospinto dal forte vento, ha depositato sull'arenile tantissimi rifiuti. Montagne di detriti costituiti da tronchi, arbusti ed altro materiale di risulta abbandonato dall’uomo. Il fenomeno, ripetitivo durante il periodo invernale, è legato allo stato di conservazione dei fiumi.

Le manifestazioni legate alle piogge e alle nevicate hanno determinato un forte ingrossamento dei corsi d’acqua. La portata eccezionale dei fiumi ha carpito dagli argini tutto ciò che ha incontrato lungo il cammino prima di sfociare in mare. Il materiale trascinato a valle è stato poi depositato a riva sul litorale creando una fascia uniforme di qualche metro per diversi chilometri da nord a sud. Non tutto può essere addebitato alla natura, ma molto sicuramente all’assenza dell’uomo nel processo di attenzione da riservare periodicamente ai corsi d’acqua che alleggerirebbe di parecchio il fenomeno del famigerato “spiaggiato”. Al riguardo Domizio Luigi Scilli, presidente provinciale del Sindacato italiano balneari, ha commentato: «Speriamo che la pulizia avvenga in fretta ed in modo professionale prima che una buona parte dei detriti venga sommersa dalla sabbia provocando ulteriori danni».

Alfonso Aloisi

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